«Quando qualcuno chiede “Cos’è un Rock ‘n Roll?” io glielo dico… non è solo sesso, droga e corse in ospedale, oh no… è molto di più amico mio. Piace a tutti la bella vita, qualcuno vuole i soldi, qualcun altro la droga, altri il sesso, godere, la fama o il potere, ma un Rock ‘n Roll.. oh è diverso… perchè?…
Perchè un vero Rock ‘n Roll… vuole tutto!»
Dal film RocknRolla
ANNI CINQUANTA
I primi anni Cinquanta del Novecento negli Stati Uniti d’America sono gli anni del dopoguerra, dell’ossessione del pericolo comunista (maccarthismo) e del sospetto generalizzato, della caccia alle streghe, della bomba atomica e della Guerra fredda.
Mentre la musica jazz si fa intellettuale avvicinata da un pubblico hipster, a farsi espressione delle masse è il rhythm & blues, il gospel. I neri provenienti dagli Stati razzisti del sud e immigrati nelle città industriali del nord in cerca di lavoro, danzano ad un ritmo nuovo. Una musica libera dal punto di vista della ritmica, tradizione comune dei primi blues acustici dei musicisti provenienti dall’area del cosiddetto Delta del Mississippi.
Come John Lee Hooker, famoso per le sue esibizioni in stile parlato (Talking blues) e per il suo stile boogie ostinato. La sua celebre canzone Boom Boom è da lui interpretata nel 1980 nel famoso film The Blues Brothers di John Landis.
Boom boom – John Lee Hooker (1962)
A detta di molti è stato Chuck Berry, cantante, chitarrista e compositore statunitense, a inventare il rock, così come la scala pentatonica “double-stop”, ossia una tecnica con cui si suonano due note (un bicordo) contemporaneamente.
La scala pentatonica (o pentafonica) è una scala musicale composta da cinque note. La particolarità di queste scale è che sono prive di intervalli di semitono e si prestano a moltissime varianti, siano esse di natura armonica che di pratica chitarristica. È una scala, infatti, che ben si adatta ai diversi generi musicali: dal blues al jazz, dal folk al country, e, soprattutto al rock. Anche nella musica classica la scala pentatonica è stata ampiamente utilizzata, ad esempio in numerose composizioni di Claude Debussy.
Sicuramente Chuck Berry è stato un pioniere della musica rock e la sua influenza è stata notevole sia nello sviluppo del genere musicale, sia nell’atteggiamento associato allo stile di vita rock and roll.
Brani come Maybellene (1955), riadattamento di una sua vecchia composizione, Ida Red, e frutto di quella magica commistione rhythm ‘n’ blues-country che costituisce la ricetta ideale per uno dei primi esempi di rock ‘n roll, gli procureranno un successo straordinario, ben oltre le aspettative.
Le sue canzoni sono le prime ad avere la chitarra come strumento principale e a trattare nei testi, dai toni semplici e ironici, tematiche importanti che riguardavano la rivolta giovanile di quegli anni, nei confronti dei modi con cui gli adulti concepivano la famiglia, il lavoro, e delle false moralità e ipocrisie di cui la società di allora era intrisa.
Chuck Berry è stato un’importante fonte di ispirazione per tantissimi chitarristi e band, come anche per il cinema.
Il brano Johnny B. Goode (1958) che è stato inserito tra i documenti portati nello spazio dalla navicella spaziale Voyager I, nel film Ritorno al futuro del 1985 è suonato da Marty McFly, un ragazzo del futuro che secondo la
trama del film avrebbe ispirato lui Chuck Berry nella scrittura del brano.
E You Never Can Tell è ballata superbamente da John Travolta e Uma Thurman nel film Pulp Fiction di Quentin Tarantino.
Nei primi anni Cinquanta persiste la segregazione razziale che comporta la restrizione dei diritti civili su base razzista, bianchi e neri vivono separati, in luoghi e mezzi di trasporto diversi. Dal 1954 la segregazione razziale viene dichiarata incostituzionale dalla Corte Suprema degli Stati Uniti e abolita solo nel 1964.
Maybellene – Chuck Berry (1955)
Un altro pioniere dei primi sviluppi del rock and roll è stato Little Richard il cui sound ritmato e veloce unito alla sua potente voce, è così trascinante da far dimenticare restrizioni e pregiudizi. Specie con uno dei suoi brani più famosi: Tutti frutti, che con parti di batteria, sassofono e pianoforte ha un beat così veloce e irresistibile che la gente si unisce e balla.
La sua musica ha avuto un profondo impatto su generi come il soul e il funk e influenzò numerosi cantanti e musicisti di vari generi, anche nelle epoche successive.
Dalle stazioni radio il ritmo del rock’n’roll arriva sia dalla musica dei cantanti neri come Chuck Berry, Little Richard, Fats Domino con il suo caratteristico quanto inimitabile stile vocale, sia da quella dei cantanti bianchi come Bill Haley, Carl Perkins, Johnny Cash, Elvis Presley e Jerry Lee Lewis, che danno vita a una nuova forma di Rock ‘n roll: il Rockabilly.
Bill Haley è stato il primo grande divo del rock ‘n roll “bianco”, cantante e attore statunitense, bandleader del gruppo Bill Haley & His Comets che per primo interpretò Rock Around the Clock, uno dei brani rock and roll più conosciuti della storia della musica. Scritto nel 1952 da Max C. Freedman e James E. Myers e inciso nell’aprile 1954 da Bill Haley & His Comets, il pezzo ha avuto risonanza internazionale.
Il brano entrò nella colonna sonora del film Il seme della violenza di Richard Brooks del 1955 che esplora temi come la delinquenza giovanile, il pregiudizio razziale e il ruolo dell’insegnante come figura di autorità e guida morale.
A partire dal 1974 Rock Around the Clock è diventata la sigla della sit-com Happy Days che racconta la vita quotidiana dei Cunningham, una famiglia borghese degli anni Cinquanta e Sessanta che vive il “sogno americano” nella città di Milwaukee (Wisconsin), un’epoca prospera e luminosa che va dalla fine del coinvolgimento statunitense nella Guerra in Corea e la vigilia di quello nella Guerra in Vietnam.
Il brano fece da sigla anche a vari programmi radiofonici e televisivi, italiani e stranieri come nella famosissima trasmissione Rai “Alto gradimento”, di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni.
Allo stile di Bill Haley si sono ispirati in seguito altri musicisti e cantanti, soprattutto Elvis Presley e Gene Vincent famoso autore e interprete di Be-Bop-A-Lula (1956), altro pezzo la cui fama aumenterà sempre più nel corso degli anni, che si caratterizza per l’uso sapiente e innovativo per quei tempi del delay (eco ribattuto) nella registrazione della voce.
Rock Around The Clock – Bill Haley & His Comets (1955)
Lo stile di Carl Perkins, artista originario del Tennessee, subì maggiormente le influenze musicali del blues rurale nero, piuttosto che quelle del country bianco della pur vicina Nashville; è l’autore del celebre pezzo Blue Suede Shoes, un classico immortale reinterpretato da centinaia di musicisti.
Egli, insieme a Elvis Presley, Johnny Cash e Jerry Lee Lewis fece parte del cosiddetto Million Dollar Quartet, una jam session nata casualmente durante una pausa di registrazione negli studi della Sun Records a Memphis nel 1957.
La presenza contemporanea dei quattro artisti di rock ‘n roll che si accingevano a condividere melodie gospel, un genere prediletto da Elvis Presley, rappresentava un evento eccezionale che il produttore Sam Phillips volle immortalare ordinando a Jack Clement, l’ingegnere del suono presente, di iniziare a registrare i quattro artisti.
Sam Phillips chiamò inoltre un quotidiano locale che inviò un fotografo e pubblicò un articolo il giorno dopo, definendo i 4 come il Million Dollar Quartet.
Il Gospel è un genere musicale le cui origini si riconducono agli antichi canti degli schiavi, che nascevano spontanei per alleviare la dura condizione e la fatica del lavoro nei campi di cotone degli Stati Uniti d’America.
Lo Spiritual è il canto religioso degli afro-americani, monofonico e a cappella, che attingeva agli inni corali cristiani-metodisti.
Ciò che li accomuna è il canto intonato da un solista a cui risponde tutto il coro, unito ai movimenti corporei come il battito delle mani e dei piedi, oppure battendo il tempo accompagnandosi con il suono di oggetti di uso comune.
Ma mentre sul piano musicale lo Spiritual rimase più semplice, elevandosi nei canti che esprimevano fede, sofferenza e riscatto di un popolo, il Gospel si raffinò e si arricchì nel tempo, con l’aggiunta di basi ritmiche del blues e del rhythm and blues, e si diffuse marcatamente in tutto il mondo occidentale.
In Sister Act, un film di Emile Ardolino, con Whoopi Goldberg nei panni dell’indisciplinata Suor Maria Claretta che a capo dello scalcagnato coro del convento, sorprende tutti intonando splendidamente il Salve Regina (che insieme al Regina Coeli, Ave Regina Coelorum e Alma Redemptoris Mater, è una delle 4 antifone mariane risalenti al Medioevo e tradizionalmente cantate in latino) esibendone una versione rielaborata in tono Gospel e rock.
Elvis Presley nato in Mississippi crebbe con la passione per il Gospel e per la sua chitarra; frequentando ambienti sia della comunità bianca sia della comunità nera, ebbe un approccio disinvolto con le diverse culture musicali e il suo look fu del tutto insolito: portava i capelli col ciuffo con lunghe basette e amava vestirsi con colori sgargianti. Tutto ciò lo rese un ragazzo atipico per i primi anni Cinquanta.
Nel 1948 trasferitosi con la famiglia a Memphis nello stato del Tennessee, venne in contatto con il proprietario della Sun Records che rimase subito colpito dal timbro della sua voce e dal modo assolutamente innovativo di cantare.
Egli agitava gambe e bacino a tempo di musica, e ciò gli valse il soprannome di “Elvis The Pelvis”, la sua presenza scenica e la mimica con cui accompagnava le sue esibizioni esercitarono una notevole influenza sulla cultura statunitense e mondiale.
Nel 1956 con la canzone “Love Me Tender” debuttò con grande successo anche nel mondo del cinema.
Oltre al suo enorme talento musicale nei generi rock, gospel, country e rockabilly, egli si distinse per la capacità di sapersi rivolgere alle nuove generazioni che in lui si rispecchiarono, in tempi in cui la musica era rivolta prevalentemente a un pubblico già adulto. All’apice della sua carriera sembrava un mito intramontabile, nonostante il sopravvento della British Invasion e della neonata psichedelìa degli anni Sessanta, divenendo una delle più grandi icone del Ventesimo secolo.
In Italia fu fonte di ispirazione per cantanti quali Adriano Celentano, Little Tony e Bobby Solo, in Francia per Johnny Hallyday e in Inghilterra per Billy Fury.
La morte prematura di Elvis Presley, a soli 42 anni, consolidò definitivamente la sua persona in leggenda.
The Real – Million Dollar Quartet (1956)
jam session improvvisata
Jerry Lee Lewis è considerato un pioniere del “Piano Rock“, un genere rock molto incentrato sul pianoforte e su altri strumenti a tastiera; divenne famoso anche per le sue esibizioni in cui spesso suonava in piedi dopo aver calciato via il seggiolino, oppure accentuava i movimenti delle mani con più teatralità o a volte si sedeva sulla tastiera.
Grande interprete del Rockabilly fu anche Buddy Holly che scrisse ed eseguì pezzi memorabili, sia in versione solista sia con il complesso dei The Crickets, per i quali firmò il grande successo That’ll Be the Day nel 1957, il cui titolo era curiosamente ispirato a una frase (letteralmente: verrà il giorno) che l’attore John Wayne ripeteva nel film western Sentieri selvaggi di John Ford uscito l’anno prima, ambientato nel Texas del 1868, tre anni dopo la fine della guerra di secessione.
Sempre nel 1957 Buddy Holly scalò le classifiche con il singolo Peggy Sue che lo rese popolarissimo al pari di Elvis Presley, nello scatenare l’entusiasmo del pubblico.
Un pezzo che corona un piacevole film del 1986 Peggy Sue si è sposata di Francis Ford Coppola, in cui la protagonista che partecipa alla festa per il venticinquesimo anno dal diploma degli ex studenti − classe 1960 − viene catapultata nel passato proprio all’ultimo anno di liceo e ha la possibilità di cambiare il proprio destino.
Si reputa che fu Buddy Holly a definire la formazione standard di una rock ‘n roll band: due chitarre, basso, e batteria; fu anche tra i primi rocker a scrivere, produrre, ed eseguire i propri brani. Il suo lavoro ha ispirato e influenzato molti musicisti contemporanei e successivi, il suo mito fu ulteriormente alimentato dalla sua prematura scomparsa nel 1959, a soli 22 anni, per un tragico incidente aereo in cui perirono anche Ritchie Valens e Big Bopper, in quello che fu definito “The Day the Music Died” (Il giorno in cui è morta la musica).
Ritchie Valens fu un giovanissimo talento e pioniere del rock and roll statunitense che aprì la strada agli artisti latinoamericani. Nonostante la sua breve vita, morì a soli 17 anni, il suo impatto sulla cultura musicale è stato immenso e duraturo. Il suo maggiore successo fu La Bamba del 1958, una versione rock and roll di una canzone huapango, un genere messicano di danza e musica popolare, del Messico orientale.
Nel 1987 i Los Lobos, un gruppo musicale chicano (popolazione di cittadinanza statunitense fiera delle proprie origini messicane) realizzarono una versione della canzone per la colonna sonora del film La Bamba del 1987 per la regia di Luis Valdez, che racconta alcuni eventi della vita di Ritchie Valens, interpretato in modo indimenticabile da Lou Diamond Phillips.
Big Bopper fu un cantautore e disc jockey statunitense noto per la sua esuberante personalità, tra i suoi maggiori successi la canzone Chantilly Lace che entrò nella colonna sonora eccezionale del film American Graffiti del 1973.
American Graffiti un film spettacolare del 1973 diretto da George Lucas è ambientato nel 1962, in una cittadina californiana con un relativo benessere economico, che racconta dell’ultima serata spensierata passata insieme da quattro amici: “un omaggio nostalgico del regista alla sua gioventù e a quella dei ragazzi degli anni Sessanta”.
Un film che per certi versi raccolse l’eredità di Gioventù bruciata che consacrò il mito di James Dean in un’epoca più rude e violenta, quella degli anni Cinquanta, della beat generation, delle bande di motociclisti ribelli, dei Biker e della vita on the road, alla maniera degli Hobo.
Per i giovani dell’epoca il ritmo energico e provocatorio del rock è stato simbolo di ribellione, libertà e identità generazionale. Nella seconda metà degli anni Cinquanta divenne popolare anche il Doo-wop, un genere musicale nato tra le comunità afroamericane negli anni Quaranta che si basa su più voci armonizzate, che cantano spesso a cappella o con accompagnamenti strumentali leggeri, da ballare con i suoi testi romantici e nostalgici. Entrambi i generi hanno contribuito a creare uno spazio ai giovani afroamericani in un’industria musicale ancora molto segregata. Tra i gruppi vocali i più famosi c’erano:
The Platters con l’intramontabile “Only You” del 1955, il gruppo Frankie Lymon & The Teenagers composto da cinque adolescenti che ottenne grande popolarità con il brano “Why Do Fools Fall in Love” del 1956. Entrambi i brani fanno parte della colonna sonora del film American Graffiti.
The Penguins con il brano “Earth Angel” del 1954, viene interpretato dai Marvin Berry and the Starlighters nel film Ritorno al futuro nella scena del ballo della scuola, quando i genitori di Marty McFly si danno il primo bacio.
The Five Satins ebbero grande successo con il brano “In the Still of the Night” del 1956, utilizzata in diversi film e serie televisive, tra cui in Dirty Dancing – Balli proibiti, un famoso film del 1987 diretto da Emile Ardolino, e in particolar modo nel film poliziesco The Irishman del 2019, uno dei capolavori di Martin Scorsese basato sulla vita di Frank Sheeran, sindacalista e mafioso statunitense.
A traghettare il rock and roll e il doo-wop in una nuova stagione, quella del surf-rock californiano, fu un duo musicale formatosi nel 1958: Jan & Dean. Fu un’estate infinita che sembrava garantire a tutti l’eterna giovinezza…
(continua)