La cultura Hobo

La cultura Hobo nasce negli Stati Uniti alla fine del 1800, sulla scia dello spirito avventuroso dei primi coloni, degli avventurieri e dei cercatori d’oro, a cui si ispirano anche i racconti e la vita stessa di Jack London, che fece diversi lavori e si unì alla Corsa all’oro del Klondike prima di diventare un noto scrittore.
Un altro evento storico che risale al 1889 che coinvolse un gran numero di coloni fu La Corsa alla terra, una gara senza precedenti finalizzata alla conquista di un appezzamento in una nuova terra ancora vergine, l’Oklahoma.

Nel film Cuori ribelli del 1992 diretto da Ron Howard, due emigranti irlandesi in cerca di fortuna nell’America del 1890, interpretati da Tom Cruise e Nicole Kidman, decidono di realizzare il loro sogno prendendo parte alla Corsa alla terra. L’evento è citato anche in un albo speciale di Tex, Oklahoma!, uscito nel 1991, con testi di Giancarlo Berardi e disegni di Guglielmo Letteri. La corsa è anche il tema centrale di una storia nella serie di fumetti belga Lucky Luke.

In conseguenza alla Guerra Civile Americana prima (1861-1865), e alla Grande depressione poi (1929), centinaia di migliaia di vagabondi, orfani e disoccupati si trovarono a percorrere l’America, svolgendo lavori stagionali e viaggiando spesso come clandestini prendendo altri volo treni merci, o attraversando gli Oceani stipati nelle stive delle grandi navi.

Come il giovane orfano Jack Dawson (Leonardo DiCaprio) in Titanic, film colossal del 1997 diretto da James Cameron. Jack, artista squattrinato del Wisconsin, vinto un biglietto a poker s’imbarca per tornare in America sul transatlantico Titanic al suo viaggio inaugurale, dove incontra la diciassettenne Rose (Kate Winslet), nobile inglese destinata a un infelice matrimonio combinato con un ricco uomo d’affari statunitense per risolvere i problemi finanziari della famiglia. Pur appartenendo a differenti classi sociali ciò non impedisce loro di condividere dei momenti speciali, ribellandosi alle ipocrisie e alle convenzioni sociali che vogliono costringere l’amore in un cassetto.

«Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti. Ma ora sapete che c’era un uomo di nome Jack Dawson, e che lui mi ha salvato, in tutti i modi in cui una persona può essere salvata. Non ho nemmeno una sua foto… non ho niente di lui, vive solo nei miei ricordi»

IL TITANIC

Il Titanic è stato un transatlantico britannico che venne varato nel 1912. Assieme ad altri due transatlantici gemelli Olympic e Britannic, era stato progettato per offrire un collegamento settimanale di linea con l’America e garantire il dominio sulle rotte oceaniche alla White Star Line, una delle più famose e considerevoli compagnie navali britanniche.
Finanziato dall’armatore americano John Pierpont Morgan con la sua società International Mercantile Marine Co, il Titanic fu costruito presso i cantieri Harland and Wolff di Belfast, rappresentava la massima espressione della tecnologia navale di quei tempi ed era il più grande e lussuoso transatlantico del mondo.
Nel suo viaggio inaugurale, che era previsto durasse otto giorni, in prima classe viaggiavano alcuni degli uomini più in vista dell’epoca, in gran parte erano statunitensi come i molti passeggeri della seconda classe, il ceto medio, quali impiegati, insegnanti e commercianti, che erano stati dirottati sul Titanic a causa di uno sciopero nelle forniture di carbone, di cui le navi abbondantemente si alimentavano. La terza classe era affollata di emigranti provenienti da tutte le parti del mondo, coadiuvati da un interprete di bordo.

Al quarto giorno di viaggio, durante la notte il Titanic ebbe una collisione con un iceberg che fu avvistato troppo tardi per avere il tempo di virare, l’impatto provocò l’apertura di alcune falle e il Titanic naufragò tragicamente nelle prime ore del mattino.
L’evento, suscitò un’enorme impressione sull’opinione pubblica e portò alla convocazione della prima conferenza sulla sicurezza della vita umana in mare. Nel tempo rappresentò simbolicamente un triste monito alla presunzione umana nel sottovalutare l’imprevedibilità e la forza della natura.

«L’affondamento del Titanic rappresentò la fine di un’epoca, il sogno infranto della Belle époque. Come per la caduta dell’Impero babilonese, l’affondamento del Titanic ha rappresentato il simbolo dello sgretolamento di orgogliosi imperi, con una simile mescolanza di ricchi, borghesi e poveri tutti destinati insieme all’abisso. Era la fine di una leggenda che sposava la tecnologia alla ricchezza, il materialismo al romanticismo, l’illusione alla fantasia»

Massimo Polidoro – Grandi misteri della storia

 

Nei primi decenni del Novecento il fenomeno del vagabondaggio viene vissuto in America come un vero e proprio allarme sociale e come un sintomo di “disgregazione morale”, si sviluppano sentimenti di indignazione e di diffidenza mediatica e popolare nei confronti dei vagabondi, dei barboni, degli hobo, genericamente additati come criminali. Leggi dure puniscono il reato di vagabondaggio lasciando ampia discrezionalità alle forze di polizia, in alcuni stati americani legislazioni di questo tipo rimarranno in vigore fino agli anni settanta, prima di essere dichiarate incostituzionali.

Ma gli hobo si distinguono dai comuni vagabondi per il fatto che la loro condizione e il viaggio sono per loro una scelta esistenziale volontaria, derivante da un desiderio di libertà e di avventura. Essi adottano uno stile di vita semplice, senza tante pretese, si mantengono svolgendo lavori occasionali, una vita improntata alla semplicità, al viaggio, all’avventura, alla ricerca interiore, alla marginalità.

Una volta ho incontrato per la via un giovane poverissimo, ma innamorato: indossava un vecchio cappello e una giacca logora, aveva l’acqua che gli passava attraverso le suole delle scarpe e le stelle attraverso l’anima.

Victor Hugo

Charlot (The Tramp) è il vagabondo forse più famoso, personaggio comico ideato e interpretato da Charlie Chaplin, una delle personalità più creative e influenti del cinema muto. Nonostante le sue tasche vuote e il vestito sgualcito, Charlot ha la dignità di un gentiluomo e una gentilezza che lo rende disarmante. L’emotività sentimentale e il malinconico disincanto di fronte alla spietatezza e alle ingiustizie della società moderna, fecero di Charlot l’emblema dell’alienazione umana – in particolare delle classi sociali più emarginate – nell’era del progresso economico e industriale.

“Donde se cruza el camino del viento con el de las estrellas”

(Dove il cammino del vento s’incrocia con quello delle stelle) è l’altura Alto del Perdón, lungo il Cammino attraverso i Pirenei francesi e il nord della Spagna che da oltre mille anni è percorso da pellegrini che provengono da ogni parte del mondo.
Sulla sommità dell’altura si trovano grandi figure in metallo rappresentanti dei pellegrini e una quarantina di pale eoliche, che sfruttano la notevole forza del vento. Il cammino a tappe contrassegnato da frecce gialle e dalla caratteristica conchiglia conduce a Santiago De Compostela, sede secondo la tradizione cristiana delle spoglie mortali di Giacomo, l’apostolo di Gesù. È stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1985.
Scelto da persone di ogni genere per motivi strettamente personali, trova il suo vero significato non tanto nella meta finale, quanto nel viaggio stesso, un percorso in solitudine come introspezione o condiviso, anche solo occasionalmente.
È l’esperienza vissuta dai quattro protagonisti del film The way (Il cammino per Santiago) del 2010 diretto da Emilio Estevez.

Alexander Supertramp, è “l’altro” Christopher McCandless, un giovane anticonformista che sceglie di vivere on the road abbandonando una vita comoda, programmata, un futuro promettente per ritrovare se stesso e dare un senso alla sua esistenza. Una storia raccontata da Sean Penn nel film Into the wild, un viaggio fra gli ampi spazi selvaggi del territorio americano fino alle terre sconfinate dell’Alaska.

Se ammettiamo che l’essere umano possa essere governato dalla ragione, ci precludiamo la possibilità di vivere

Ridimensionato il fenomeno del vagabondaggio, la cultura Hobo che emerge negli anni Cinquanta acquisisce un taglio più romantico ed idealista, abbracciata da giovani irrequieti spinti non dalla necessità quanto da un’istanza libertaria, da un’insofferenza verso la società. (La scelta)

Nel 1955 Walt Disney non manca di dare spazio a questa figura in un delizioso film di animazione:  Lilli e il vagabondo diretto da Hamilton Luske, Clyde Geronimi e Wilfred Jackson, è il 15º Classico Disney. Lilli vive in una raffinata famiglia alto-borghese amata e coccolata da Tesoro e Gianni caro, finchè un giorno tutto cambia e lei si sente messa da parte. Ci penserà il cane randagio di nome Biagio a distrarla e a farle provare cos’è la libertà.

Romeo invece è il gatto randagio che si offre di aiutare Duchessa e i suoi tre cuccioli Minou, Matisse e Bizet nel film Gli Aristogatti del 1970, diretto da Wolfgang Reitherman, il 20º Classico Disney. La famiglia di gatti aristocratici viene rapita e abbandonata nella campagna dal maggiordomo Edgar per potersi impossessare dell’eredità che vuol lasciare loro Madame Adelaide Bonfamille, una cantante lirica in pensione.
Duchessa incontra Romeo “Er mejo der Colosseo”, un gatto un po’ spaccone ma simpatico e generoso che li aiuterà a tornare a Parigi, ed è viaggiando attraverso i tetti che incontrano Scat Cat, il gatto jazzista amico intimo di Romeo, che con la sua band farà divertire tutti quanti (anche gli spettatori) al ritmo del Jazz.

Tutti quanti voglion fare il jazz ♫♪♪
perchè resister non si può, al ritmo del jazz,
perchè non provi ed anche tu saprai com’è ♪♫♪e
tutti quanti voglion fare il jazz

L’etica Hobo è un’etica di libertà che «non rifiuta il lavoro ma rifiuta lo schiavismo» e allo stesso tempo condanna la violenza e il furto. Diventando più consapevole, si viene a creare quella controcultura comunque fluida, resa mitica dalla Beat Generation.

Negli anni Sessanta e Settanta, la filosofia originaria Hobo sopravvive e viene adottata nella cultura degli Hippy statunitensi e poi europei e nei loro viaggi, spesso in autostop, in motocicletta o con furgoni adattati, tra i grandi festival americani, in Europa o in India.