Esoterismo. La sapienza degli antichi dei

L’esoterismo nasce dall’assoluta conoscenza di chi ha osato per primo affrontare il peso della sapienza trafugandola agli antichi dei. All’alba della creazione l’uomo tradusse in conoscenze ciò che aveva captato dall’esterno.
Durante la ricerca della ragione della propria vita il suo discernimento si svolse verso l’imponderabile, in quanto non poteva esistere soltanto il nulla. Tutto gli apparve improvvisamente, per trasmettersi dalla mente al cuore.

di Pina Andronico Tosonotti, L’Esoterismo,  Edizioni Xenia

L’esoterismo è scaturito dalla parte più profonda dell’essere umano, restituendogli quel mondo che non poteva ricordare. Così, subito dopo le civilizzazioni preistoriche, si fece spazio alla luce dell’interiorità. Ogni interrogativo trovò un riscontro con l’inizio dei culti sacrali e delle varie manifestazioni misteriche. La conoscenza occulta era preservata dai sacerdoti e dai capo tribù. Le forme religiose ebbero sempre un aspetto essoterico: ossia un insegnamento ad uso popolare, e uno esoterico:  riservato a pochi.

COS’È L’ESOTERISMO

Il termine “esoterico” deriva dal greco esotericos, che è l’insieme delle parole esoteros (interiore) ed eikos (naturale). Gli studi esoterici permettono agli uomini di aprire una porta per poter così penetrare nella natura interna dell’uomo. Simbolicamente ciò rivela una verità nascosta, un senso occulto, ed è proprio di quelle scienze che portano, attraverso l’introspezione, alla riscoperta di noi stessi, alla conoscenza della nostra “natura interna”, della Verità. Un percorso che consente di superare la condizione profana (terrena) per accedere a un livello più spirituale della vita. Nell’epoca antica per essere ammessi alla conoscenza dei misteri bisognava ricevere l’iniziazione.

L’iniziazione è un insieme di riti e insegnamenti orali che consentono l’ingresso in una nuova vita, concepita come vera esistenza spirituale aperta ai valori più profondi dell’essere, permeata dal senso divino (sacro) e dall’autentica conoscenza della vita. Tutto ciò rende possibile l’ascesa interiore che conduce di grado in grado ad uno stato d’illuminazione perfetta. Così avviene la rigenerazione dell’anima.

L’esoterismo ha origini nobilissime, non è né una religione né una corrente specifica, ma una dottrina che porta ad acquisire una conoscenza attraverso un insegnamento, l’intuizione e le pratiche spirituali. Una conoscenza ideologica e scientifica che per gli antichi era ipso facto una regola di vita. Ciò che a loro si rivelava era frutto di un percorso, un cammino di ricerca che porta ad una dimensione iniziatica superiore, che richiedeva una specifica condotta di vita ed era essa stessa parte del loro modo d’essere.
Le dottrine non venivano classificate, ma sperimentate. Tutto l’esoterismo era vivente, attivo, e partecipava al sacro, al magico, con un insieme di significati e di simboli.

L’iniziato è colui che vibra all’unisono con il suono dell’universo, quindi non ha bisogno della parola per esprimersi.

La scienza esoterica opera nel misterioso campo delle energie che fanno parte di un mondo invisibile, perciò l’insegnamento era estremamente riservato e vi venivano ammessi soltanto alcuni individui che avevano ricevuto una preparazione e acquisito una conoscenza specifica. Tali conoscenze affrontavano problematiche relative all’etica, della vita e della morte sotto aspetti che differivano dalle dottrine correnti, perciò dovevano rimanere nascoste ai più. Inoltre non si voleva fossero deformate dalla volgarizzazione e se ne facesse un uso improprio; queste conoscenze in mani sbagliate, potevano causare danni gravissimi.
Perciò gli stessi concetti, venivano appositamente ammantati di doppi significati, camuffati in più modi, quando addirittura i testi non venivano nascosti completamente alla vista, nei templi o in luoghi inaccessibili.

L’iniziato ha l’obbligo di non svelare i segreti dei misteri ai quali ha avuto accesso, e ciò non gli è di peso in quanto intende il silenzio come lo spazio che separa l’uomo dalla conoscenza delle cose divine.
Inizialmente è necessaria una grande forza d’animo per imporre a se stesso un silenzio, come avviene nella vita monastica, che spesso lo estrania dal resto del mondo.

Questa necessità di segretezza spiega altresì la ragione per cui ci sono rimaste ben poche testimonianze, dal momento che il segreto giurato veniva osservato rigorosamente, e gli ultimi adepti degli antichi Misteri sono scomparsi con l’insegnamento orale ricevuto, che non hanno potuto, o voluto trasmettere. Perciò del vero esoterismo si sa pochissimo.

Nelle varie epoche storiche l’esoterismo ha conosciuto andamenti diversi ‒ sviluppo o restrizioni ‒ alternando fasi di tolleranza, ad esempio durante il Rinascimento, a fasi di repressione, oscurantismo e fanatismo religioso, come la caccia alle streghe.
Eppure l’esoterismo è sempre stato e sempre sarà. Se osserviamo attentamente attorno, se ascoltiamo e percepiamo, ci rendiamo conto che tutto quanto ci circonda è permeato di sostanze talmente vibranti e sottili che se ne può avvertire l’essenza. Inoltrandoci all’interno del nostro cuore possiamo assaporarne l’impulso d’amore per la conoscenza.

Da lungo tempo accanto alle religioni e alle forme sociali culturali delle diverse civiltà, si può trovare l’esistenza di gruppi di illuminati, di saggi, di religiosi, di filosofi, ricercatori di verità e di pace spirituale. Dall’alba dei tempi essi custodiscono i segreti dell’antica conoscenza.

L’ordine sociale era il riflesso fedele dell’ordine cosmico e magico della natura; il microcosmo, con la sua stabilità, assicurava l’ordine del macrocosmo.

All’esoterismo spesso viene associata  la parola occultismo, quando nello specifico per occulto s’intende  nascosto, celato, inconoscibile.  I due termini perciò vanno distinti:

esoterismo è una dottrina che eleva spiritualmente le capacità interiori dell’individuo. Esula da tutto ciò che è pregiudizio, settarismo e superstizione

occultismo è tutto ciò che viene ricercato attraverso l’aiuto di forze estranee all’elevazione spirituale dell’uomo. Quindi il ricorrere alla magia nera, al satanismo, allo spiritismo incontrollato, alle evocazioni di anime tormentate ed alle forze negative in genere.

L’ANTICO EGITTO

Dai templi d’Egitto furono iniziati Pitagora che apprese a Tebe la scienza dei numeri, Talete e Democrito che a a Menfi acquistarono le loro conoscenze. Si dice che anche Orfeo trovò ciò che ricercava, e Platone ed Eudossio ad Eliopoli appresero sia la morale sia le scienze matematiche. E ancora, fu  a Sais che Licurgo e Solone attinsero i segreti della legislazione.

Vi erano In Egitto scuole in cui s’imparavano le arti, la filosofia, le scienze, la morale, la legislazione, la filantropia e il culto. Anche Mosè e Gesù furono iniziati all’ombra delle piramidi.

Nel silenzio delle lunghe meditazioni la modestia e la saggezza saranno le compagne dell’iniziato, che opererà dalla base della piramide, solidamente, lentamente, pazientemente e con diligenza, usando la volontà e il senso della misura.
Il silenzio permette all’individuo di ricostruire la propria interiorità, lavorando nella sacra quiete del tempio sarà il preludio della Rivelazione, poiché conduce al punto più intimo di sé, dove l’eternità, come un mare vivificante, ci riporta alle nostre origini divine.

Questa è la regola d’oro dell’iniziato e del saggio: saper tacere.

Egli non imparerà mai tanto dai mille libri quanto dal sedersi sotto un albero ad ascoltare il proprio silenzio, che in realtà ha un suono: una musica così remota che solo chi possiede un cuore puro riesce a percepirla. Chi sa o ha imparato non ha bisogno di trasmettere con la parola, perciò il neofita dovrà comprendere che restare silenziosi non significa soltanto mantenere un segreto, ma imparare ad ascoltare il proprio Io e quello degli altri.

UN CAMMINO PERSONALE

L’esoterismo può essere inteso anche come un cammino personale. Chiunque, purché lo voglia veramente, può incontrare il proprio Maestro interiore, che non è una guida spirituale comune ma un’energia che fa parte di noi stessi, che dimora in noi. Essa si manifesta attraverso lo spirito, e ispira a pensare in armonia con il prossimo e con l’universo e ad agire a beneficio dell’umanità.
Ed è proprio superando le dure e difficili prove incontrate nel corso di questo cammino che l’iniziato raggiunge la propria illuminazione. In quel momento egli si rende conto che è avvenuto l’incontro con il proprio Maestro interiore, quell’essere spirituale che ha sempre fatto parte di lui. Questo tipo di rinascita purifica dalle scorie delle meschinità terrene.

Così si tradurrà l’immortale linguaggio cosmico nel linguaggio e nelle idee degli uomini mortali, e l’intuizione sarà il mezzo di questa ricezione.

Questo incontro, tanto agognato dagli esoteristi, è l’unico mezzo per entrare in contatto con il proprio archetipo e trarne la conoscenza del proprio vero essere.
Raggiungere la completezza dell’insegnamento iniziatico è cominciare il dialogo con il vero Maestro che si cela in noi, un dialogo che, se lo vorremo, non avrà mai fine.

L’ARCHETIPO E L’INCONSCIO COLLETTIVO DI JUNG

L’uomo ha una coscienza personale che contraddistingue il suo modo d’essere ed è il risultato, sempre in continuo mutamento, di un processo di crescita fatto di esperienze, di riflessioni, di elaborazioni interiori. Tali elaborazioni tradotte nel modo esteriore  portano a modificare noi stessi e chi, e ciò, che ci sta intorno, nel bene o nel male, dipende da quali segnali siamo [pre]disposti a recepire in quel determinato momento, quale significato vogliamo dare alla nostra vita e quale posto vogliamo darle nell’universo.

Accanto ad essa v’è un inconscio personale che contiene le tracce della nostra storia personale e tutto ciò che in qualche modo abbiamo rimosso.

Jung riteneva che accanto ad esse esiste un secondo sistema psichico di natura collettiva, universale e impersonale, che è identico in tutti gli individui: l’inconscio collettivo.
Esso non è il risultato di un percorso personale ma è un sapere ereditato dagli antenati e consiste in strutture psichiche preesistenti, gli archetipi, che rimangono latenti e possono diventare coscienti in determinati stati psichici.

La definizione che Jung dà dell’archetipo non è definitiva e univoca, poichè non si presta ad essere formalizzata e il linguaggio stesso è limitante a spiegare ciò che è dinamico e che necessita di una continua ridefinizione.
In un primo momento Jung considera l’archetipo come il frutto delle esperienze ripetute dall’umanità, nella sua evoluzione avvenuta nel corso dei millenni. Risposte che l’umanità ha dato a eventi universali quali la vita, la nascita, la morte, l’amore… in un periodo in cui la coscienza ancora non pensava, ma percepiva e si traduceva in modalità comportamentali ed espressive. Forme che si sono aggregate e accumulate, divenendo eterne e trascendenti (che vanno al di là della realtà oggettiva, dei propri limiti).

In un secondo tempo Jung elabora l’archetipo, anziché come un contenuto dell’inconscio collettivo, come una forma senza contenuto, non un comportamento ma un modello di comportamento che rimane inconscio e che tende per inerzia ripetersi e perciò a consolidarsi nel tempo.
Essendo l’archetipo una manifestazione dell’inconscio (collettivo) la coscienza ne può avere soltanto una conoscenza indiretta, e nel momento stesso in cui viene recepito viene anche modificato e percepito (reso proprio), in base al livello di consapevolezza che si ha in quel determinato momento (come quando si rilegge un libro o si rivede un film e si rivelano a noi nuove interpretazioni, che prima non riuscivamo a percepire o erano troppo complesse da elaborare).
Una volta recepito l’archetipo, la presa di coscienza individuale lo integra in modo personale, lo interiorizza in una dimensione libera dalla forza oscura dei pregiudizi.
L’archetipo persiste attraverso i millenni ed esige sempre nuove interpretazioni per rispondere sempre a nuovi bisogni collettivi.

L’uomo si trova in tal modo ad essere attraversato da un’altra contraddizione: in lui si manifesta la tendenza a ripetere comportamenti ed atteggiamenti collettivi che oltretutto appartengono al passato dell’umanità e, al tempo stesso, egli sperimenta il desiderio di salvaguardare la propria libertà dando risposte originali a nuove situazioni ambientali.

Postilla: ho voluto approfondire un argomento che spesso viene frainteso o completamente stravolto, cercando di capire meglio e di semplificare i concetti, lavorando e rielaborando su alcuni testi in internet.
In particolare cito lo splendido lavoro di Mauro Colla, Il significato dell’Esoterismo.

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