Artide

Il Polo Nord nella sua parte centrale ha la superficie permanentemente gelata, la banchisa artica subisce variazioni in base alla stagione: estendendosi verso sud durante i mesi invernali, e sciogliendosi in parte, nella stagione estiva.

La sua posizione polare, contrapposta all’Antartide, fa sì che l’inverno sia lungo e per la maggior parte nell’oscurità (notte polare), il clima è freddo stabile e il cielo generalmente pulito. Durante l’estate boreale, cioè da aprile a settembre, il sole tramonta verso mezzanotte ma rimane nella linea dell’orizzonte (Sole di mezzanotte).

Fanno parte di questa regione, oltre all’Oceano Artico, le terre estreme settentrionali di tre continenti con relative isole e arcipelaghi che le fronteggiano:

IL CONTINENTE AMERICANO di cui fanno parte:

  • il Canada – uno stato federale formato da dieci province che si trovano nella fascia meridionale del Paese, e tre territori: lo Yukon, i Territori del Nord-Ovest e Nunavut, che sono situati nelle regioni fredde affacciate sull’Artico. Il Canada è governato da una monarchia parlamentare (forma di democrazia rappresentativa, che prevede una spartizione dei poteri dello Stato tra il monarca e il parlamento) retta da Elisabetta II del Regno Unito;
  • l’Alaska – uno stato federato degli Stati Uniti d’America, il più grande di tutta la federazione;
  • la Groenlandia (Kalaallit Nunaat, Terra degli uomini) l’isola più vasta del pianeta (l’Australia è solitamente classificata non come isola, ma come “massa continentale”).
    È una nazione membro del Regno di Danimarca, una monarchia parlamentare che comprende anche Danimarca e Isole Fær Øer.

IL CONTINENTE EUROPEO di cui fanno parte:

  • il Regno di Norvegia e la Repubblica di Finlandia, che insieme alla Svezia appartengono geograficamente alla Penisola scandinava, la quale a sua volta fa parte di una penisola più grande denominata Fennoscandia, una regione collegata all’Eurasia tramite lembi di terra.
  • l’Islanda è una nazione insulare divenuta indipendente nel 1944 con un referendum secondo il Principio di autodeterminazione dei popoli, che il re della Danimarca, nazione che a quel tempo era occupata dalla Germania, si trovò costretto ad accettare;

IL CONTINENTE ASIATICO con:

  • la Russia o più precisamente la Federazione Russa, che è un Paese transcontinentale (che appartiene a più di un continente), che si estende tra l’Europa e l’Asia ed è il più vasto Stato del pianeta.

Nella zona artica la navigazione spesso è possibile solo d’estate, con lo sciogliersi della banchisa. Sono spesso necessarie speciali navi rompighiaccio, capaci di aprirsi la via in uno strato di ghiaccio galleggiante, finché questo è abbastanza sottile.

ABITANTI DELL’ ARTIDE

L’Artide è abitata da due principali gruppi etnici: gli Inuit e gli Yupik che parlano due lingue diverse.

GLI INUIT

Gli Inuit (significa letteralmente “uomini”), è il piccolo popolo dell’Artico discendente dal popolo dei Thule.
Sono gli originari abitanti delle regioni costiere artiche e subartiche dell’America settentrionale e della punta nord orientale della Siberia. Il loro territorio è principalmente composto dalla tundra, pianure basse e prive di alberi dove il terreno è perennemente ghiacciato, il cosiddetto permafrost, salvo pochi centimetri in superficie durante la breve stagione estiva. Attualmente vivono in Alaska (U.S.A.), in Groenlandia (Danimarca) ed in Canada.

I THULE

I Thule sono i progenitori degli Inuit, giunti intorno al 500 d.C in Alaska e nel 1000 d.C in Nunavut (Canada settentrionale), mentre un sottogruppo arrivò in Groenlandia intorno al XIII secolo.
Resti archeologici di questa civiltà, la cui sussistenza era garantita dalle risorse marine, in particolare cetacei ed altri mammiferi acquatici, sono stati ritrovati nella Groenlandia nordoccidentale. I Thule sostituirono la precedente cultura Dorset, pare meno evoluta tecnologicamente e ormai in declino, con cui interagirono agli inizi del XV secolo.

Il nome “Thule” (o Tule) si riscontra essere stato usato più volte nel passato. Thule venne citata per la prima volta nei diari di viaggio dell’esploratore greco Pitea (Pytheas), salpato da Marsiglia (allora colonia greca) verso il 330 a.C. per un’esplorazione dell’Atlantico del Nord. Nei suoi resoconti (screditati da Strabone, ma oggi considerati attendibili) si parla di Thule come di una terra di fuoco e ghiaccio nella quale il sole non tramonta mai, a circa sei giorni di navigazione a nord dall’attuale Gran Bretagna.
Fu citata anche da Tacito nella sua opera De vita et moribus Iulii Agricolae in cui tratta dell’esplorazione e della conquista della Britannia.
La lontana Thule divenne un mito nel corso della tarda antichità e nel medioevo. Fu definita l’ultima Thule per la prima volta dal poeta latino Virgilio nel senso di estrema, cioè ultima terra conoscibile, e il cui significato nel corso dei secoli trasla fino a indicare tutte le terre “al di là del mondo conosciuto”, come indica l’origine etrusca della parola “tular “, confine.

Con il perfezionarsi lungo i secoli delle conoscenze geografiche, spostandosi sempre più a nord si giunse alla Thule storica (l’odierna Pituffik) il villaggio più a nord della Groenlandia dove i cacciatori inuit si stanziarono, uno dei centri abitati più settentrionali del mondo. Negli anni Cinquanta, ai tempi della Guerra fredda, gli Stati Uniti ebbero il permesso di costruirvi una grande base militare (Thule Air Base). Ciò indusse il trasferimento degli Inuit locali, perciò nel 1953 venne fondata Qaanaaq, una nuova città conosciuta comunemente al tempo come “Nuova Thule”.

GLI YUPIK

Gli Yupik sono un popolo indigeno, un gruppo decisamente più popoloso, originario dell’Alaska e della Siberia, i cui tratti somatici sono simili a quelli dell’Estremo Oriente e le caratteristiche fisiche modellate per l’ambiente in cui vivono. Attualmente abitano l’Alaska e l’Estremo Oriente russo.

Per quanto riguarda l’Artide (a differenza dell’Antartide), non esiste nessun trattato internazionale che stabilisca un regime giuridico ad hoc. Si applicano pertanto le norme rilevanti del diritto internazionale; di particolare importanza sono quelle del diritto del mare raccolte nella Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS) del 1982.

LE RISORSE NATURALI

Lo sfruttamento delle risorse naturali è sotto la giurisdizione dei rispettivi stati artici, mentre patrimonio comune dell’umanità sono quelle circoscritte al polo nord geografico e la parte circostante del Mar Glaciale Artico, che appartengono al regime delle acque internazionali.

LA NAVIGAZIONE

Per quanto riguarda la navigazione sulla rotta del Passaggio a nord-ovest esiste una controversia che riguarda lo status di alcuni stretti dell’arcipelago artico canadese e la navigazione attraverso di essi: per il Canada sono considerate acque interne e dunque soggette alla giurisdizione e alle leggi canadesi; per altri Stati e in particolare per gli Stati Uniti sono considerate acque internazionali e dunque soggette ad un diverso regime giuridico.

Una simile controversia riguarda anche il cosiddetto Passaggio a Nord-Est a proposito della rivendicazione come acque interne di alcuni stretti da parte Federazione Russa.

Per altro verso, molti ritengono che qualsiasi intensificazione dell’uso e dello sfruttamento dell’Artico, terrestre e marittimo, implichi gravissimi rischi per la tenuta dell’ecosistema locale e globale.

Il Polo Nord soffre di un buco nell’ozono simile a quello più conosciuto del Polo Sud, ma più piccolo.

Oceano artico, teatro di famose esplorazioni

I primi documenti storici indicano l’inizio delle esplorazioni nel 325 a.C., quando il navigatore greco Pitea raggiunse un mare ghiacciato nel tentativo di trovare miniere di stagno. Nel Medioevo i popoli nordici si spinsero a nord esplorando le terre in cerca di migliori pascoli e terreni di caccia.
Durante il Rinascimento, la ricerca da parte degli europei di una rotta verso l’Asia ebbe inizio sotto il predominio degli spagnoli e dei portoghesi con i viaggi di Cristoforo Colombo nel 1492, proseguendo con Giovanni Caboto che, con il sostegno dell’Inghilterra, compì una serie di grandi viaggi verso il nord-ovest, raggiungendo il Canada nel 1497.

Per l’esplorazione dell’Artico furono fondamentali i concetti di latitudine e longitudine introdotti in Europa occidentale nel 1409 con la traduzione in latino della “Geografia” di Tolomeo, che consentirono ai navigatori di tracciare meglio la loro posizione. Iniziò quindi una grande attenzione verso la Cina, suscitata dall’interesse verso gli scritti di Marco Polo.

Le esplorazioni di Giovanni Caboto assicurarono ai geografi europei le prime indicazioni scientifiche circa la vastità del continente americano e stimolarono la ricerca di un passaggio a Nord-Ovest verso l’Estremo Oriente, esplorando i margini settentrionali dell’Alaska e del Canada. Contemporaneamente la Gran Bretagna si spinse a cercare anche un percorso alternativo ad est.

IL PASSAGGIO A NORD-OVEST

È un percorso che collega l’Oceano Atlantico e l’Oceano Pacifico attraverso l’Oceano Artico.
Dalla scoperta dell’America si cercava una rotta commerciale verso l’Asia, che passasse a nord e ad ovest del continente americano. Dopo Caboto, una lunga serie di spedizioni di esplorazione ebbero luogo fino alla metà del XIX secolo, delineando il Passaggio a nord-ovest.

IL PASSAGGIO A NORD-EST

È un percorso che partendo dal mare del Nord (parte dell’Oceano Atlantico), prosegue nel mare Glaciale Artico lungo la costa della Siberia e, attraversato lo stretto di Bering e il mar di Bering, raggiunge l’Oceano Pacifico.
Già nel XII secolo i pomory, coloni russi della costa del mar Bianco (un mare laterale del Mar Glaciale Artico), si spinsero a esplorare alcune parti del passaggio a nord-est, a cui si aggiunsero i popoli del Nord Europa. Il danese Vitus Jonassen Bering per conto della Russia, nel 1728 scoprì lo stretto che porta il suo nome.
Nella ricerca di una rotta alternativa verso la Cina e l’India altre coste e isole furono scoperte, come le Spitsbergen e l’isola degli Orsi, che fanno parte dell’arcipelago norvegese delle isole Svalbard, individuate dal navigatore olandese Willem Barents.

Il blocco dei ghiacci della zona artica sin dalle prime esplorazioni  limitava fortemente il transito navale costretto a ricorrere all’ausilio di rompighiaccio. Ma a partire dal secolo scorso si registra una progressiva diminuzione dell’estensione della banchisa artica, che si scioglie nella stagione estiva ma non si reintegra compiutamente durante l’inverno.

Con la riduzione dei ghiacci artici si sono venute ad aprire due rotte navigabili: una a ovest che passa a nord del Canada, pienamente praticabile, e una seconda a est che passa a nord della Siberia ed è praticabile al 90%.

 

Nel 1523 fu la volta di Giovanni da Verrazzano, esploratore e navigatore italiano, che fu inviato dal sovrano francese Francesco I ad esplorare le coste del nordamerica, dalla Florida a Terranova alla ricerca di questo presunto passaggio a Nord-Ovest. Egli fece numerosi scali, entrando in contatto coi Nativi americani della costa.

Nel 1610 l’esploratore inglese Henry Hudson, esplorando l’Artico a bordo del Discovery scoprì la baia di Hudson, un’insenatura dell’Oceano Atlantico in corrispondenza del territorio canadese a cui diede il suo nome. Ma con il sopraggiungere dell’inverno la nave rimase bloccata nei ghiacci. Con l’arrivo della primavera e lo scioglimento della banchisa la nave comunque non potè continuare l’esplorazione della baia a causa dell’ammutinamento dell’equipaggio, di cui alcuni membri insieme ad Hudson e il figlio, furono abbandonati alla deriva su una piccola barca e non se ne seppe più nulla.

Ulteriori esplorazioni delle coste e dell’interno canadesi, nonché dei mari artici si ebbero con la Compagnia della Baia di Hudson, una delle compagnie commerciali più antiche del mondo, fondata nel 1670 e ancora oggi in attività. Esercitando il controllo sul commercio delle pelli in quelle che erano le colonie britanniche del Nord America, la Compagnia ebbe il monopolio dell’immensa area della baia di Hudson, dove costruì dei forti e delle stazioni commerciali alla foce dei fiumi, da cui le merci venivano spedite direttamente in Europa.
I francesi contestarono a lungo l’istituzione di questo monopolio commerciale e inviarono numerosi spedizioni militari nella regione, ma abbandonarono le loro ambizioni sulla regione alla firma del trattato di Utrecht nel 1713, che determinò la cessione da parte della Francia di alcuni territori alla Gran Bretagna.
Nel 1869 questi vasti territori furono ceduti al Canada.

Il Capitano Sir John Franklin nel 1825 visitò la costa settentrionale dello Yukon, uno dei tre territori del Canada, dove intorno al 1840 la Compagnia della Baia di Hudson (HBC) stabilì alcuni avamposti commerciali lungo il fiume Yukon.
La Regione rimase quasi priva di popolazione di origine europea fino al 1896, ma nel 1898 venne scoperto l’oro nei fiumi Yukon e Klondike in territorio canadese. Ebbe così inizio la Corsa all’oro che divenne, insieme al commercio della pelliccia, una fonte di ricchezza comportando numerosi arrivi e una consistente crescita demografica.

Il passaggio a nord-ovest venne infine conquistato nel 1906, quando l’esploratore norvegese Roald Amundsen, completò un viaggio di tre anni su di un peschereccio. Giunto in Alaska inviò un telegramma che annunciava il suo successo.
Altre spedizioni furono compiute attraversando il Passaggio a Nord Ovest anche con slitte trainate da cani.