The Eagle

 “The Eagle” di Kevin MacDonald
L’aquila della nona legione

di Massimiliano Ferone
15 settembre 2011

Per chiunque avesse già iniziato a fare parallelismi con Il Gladiatore di Ridley Scott, attenzione siete sulla strada sbagliata! Questa, infatti, è una semplice “storia nella storia”, che narra dell’incontro tra due uomini, appartenenti a due mondi distinti, uniti però dall’amicizia e da un unico destino. Se vi riesce troppo scomodo rispolverare qualche vecchio libro di scuola, eccovi servito un breve cenno storico.

Nel 140 d.C il grande Impero Romano si estende fino alla Britannia, termine con cui si designava l’isola più settentrionale dell’Impero. Non avendo il controllo su tutto il territorio ed essendo l’estremo nord governato dalle tribù ribelli della Caledonia (l’attuale Scozia), l’imperatore Adriano fece costruire un muro per isolare e prevenire le incursioni di tali tribù: il Vallo di Adriano.
Per gran parte del periodo di dominio romano su queste terre l’imponente fortificazione, che divideva l’isola in due parti, segnò il confine tra la provincia romana e la Caledonia rappresentando la soglia estrema del mondo conosciuto.
Ancor oggi talvolta tale termine viene usato per indicare il confine tra la Scozia e l’Inghilterra, sebbene il muro non segua il confine attuale.
Noto semplicemente come Roman Wall (muraglia romana), il Vallo di Adriano è diventato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 1987.

Ambientato, dunque, nella Britannia del II secolo d.C, l’occhio della cinepresa segue i passi del centurione Marco Aquila (Channing Tatum), da poco congedato a causa di un infortunio in battaglia, e del suo schiavo nordico Esca (Jamie Bell), donatogli dalla zio Aquila.

Pur di riconquistare l’onore di suo padre Flavio, capitano della Nona legione, Marco è disposto persino ad affrontare le terre remote e sconosciute di quella Britannia fredda e desolata, al fine di recuperare l’antico simbolo dei flavi: un’aquila d’oro, perduta durante un combattimento. Il rapporto tra l’ex comandante e il servitore ha inizio durante i giochi dell’arena. Esca era una preda data in pasto a un gladiatore, pronto a rinunciare alla vita piuttosto che patirne ancora le sofferenze, ma Marco, che è di animo giusto, decide di ribaltare la situazione facendolo risparmiare.

Esca, se pur in debito con Marco, è pronto a rischiare tutto per la propria libertà e non esita un istante innanzi alla decisione del suo padrone, facendosi carico del ruolo di guida e interprete. Tutto è pronto, tutto è perfetto per dare inizio a quest’avventura epica dai dialoghi solenni e dalle panoramiche imponenti. Ma il cammino è davvero lungo, e più il comandante si spinge oltre, più si rende conto della difficoltà dell’impresa. Però l’incontro inaspettato con Guern, un ex soldato della celebre “Nona”, lo rassicura e convince notevolmente a proseguire il suo viaggio. Così dopo aver duellato con innumerevoli indigeni locali, i due viandanti si trovano faccia a faccia con i temibili guerrieri del Principe delle Foche (Tahar Rahim). Ma ironia della sorte, è proprio nel tempio del villaggio di questi ultimi che si cela il prezioso onere. E quindi, riusciranno i nostri eroi…

Ad orchestrare questo road movie legionario ci ha pensato il regista Kevin Macdonald, che ricordiamo per L’ultimo re di Scozia, il quale ha adorato in primis il best seller La legione scomparsa di Rosemary Sutcliff, per poi decidere di reinventare il racconto cinematograficamente. Inutile negare che in alcuni momenti l’emozione ti travolge, ma per il resto è il solito minestrone di cliché e quest’aquila non sembra essere destinata a volare altissimo.

Fonte: nonsolocinema.com

Commento: un film piacevole da vedere, parla di onore e di princìpi e devo dire che sono temi sconosciuti a molti attualmente… per cui ne consiglio la visione.
Bellissimi i paesaggi mozzafiato… e anche una nota su Channing Tatum che più lo vedo e più mi piace come attore… molte lo ricorderanno in Dear John.

Leda

The Eagle
di Kevin Macdonald
USA, Regno Unito, 2011
Genere: Drammatico
Cast: Channing Tatum, Jamie Bell, Donald Sutherland, Denis O’Hare, Mark Strong, Douglas Henshall, Simon Day, Jon Campling, Tahar Rahim, Julian Lewis Jones, Dakin Matthews, Paul Ritter, Lukacs Bicskey, Jamie Beamish
Produzione: Toledo Productions, Film4, Focus Features
Distribuzione: Bim Distribuzione

Lo schiavo: “Come può contare molto per voi un pezzo di ferro!”
Marcus: “Non è un pezzo di ferro, è Roma!”

Zio: “Non puoi sopravvivere al nord del vallo da solo…”
Marcus: “Un uomo si nasconde dove non può un esercito”
Zio: “Troppo rischioso!”
Marcus: “Allora verrà Esca!”
Zio: “È uno schiavo! Dice ciò che dice e fa ciò che fa,
soltanto perchè è obbligato!
Ti taglierà la gola non appena resterai solo!”

Marcus Aquila: Lui non è uno schiavo.
E sa di più sull’onore e la libertà di quanto saprai mai.

 


A volte ritornano. Parliamo dei film ambientati nell’impero romano, tra legioni, province, gli immancabili gladiatori e qualche politico in toga. Ma non è solo questo per fortuna. Tratto da un romanzo di successo in Gran Bretagna (“La legione scomparsa” di Rosemary Sutcliff), il film di Kevin MacDonald (già acclamato per i bellissimi “L’ultimo re di Scozia” e “State of play”) ha il merito di non essere semplicemente l’ennesima variazione sul tema “SPQR”, ma di raccontare con sguardo a tratti documentaristico (ma solo a tratti) la storia di un’amicizia e di un onore da ristabilire.

I paesaggi suggestivi delle Highlands scozzesi colpiscono sempre per la loro imponenza, e diventano protagonisti delle immagini (nella seconda parte del film): ma il lato documentaristico lascia il passo di fronte alle scene d’azione, non particolarmente incisive, ma talmente sporadiche da non essere fastidiose (e addirittura interessanti, come la battaglia finale nel fiume). Il film c’è, non lo ricorderemo a lungo negli anni, ma MacDonald è un regista che conosce il mestiere, e pur non firmando il suo film più riuscito, riesce comunque a portare a casa una pellicola dignitosa (e dopo “Il Gladiatore” fare film ambientati in periodo romano non è facile per nessuno). Avrete anche voi visto camminare le aquile?

di Alessio Trerotoli