Da Samhain ad Halloween

Samhain è una festa pagana di origine gaelica che si celebrava nella notte del 31 ottobre, un passaggio dalla luce al buio che chiude un ciclo e ne apre un altro. È il capodanno celtico.

I CELTI

La civiltà celtica si contraddistinse per l’originalità e la profondità della sua cultura tutt’altro che “barbara”, è una delle forme più antiche di animismo praticata principalmente nella Gallia, in Gran Bretagna e Irlanda.

La semplicità e spontaneità di questa antica civiltà si esprime nel considerare l’uomo non come un essere prescelto dagli dèi, ma come parte integrante della natura. È propria della tradizione celtica la credenza dell’immortalità dell’anima. Alla morte del corpo le anime passano all’Altro Mondo, ovvero alla dimora degli dèi, un luogo di pace e di delizie, un paradiso riservato a chi in vita si è comportato in modo virtuoso ed eroico. L’Altro Mondo è descritto nei celebri testi definiti “navigazioni” (immrama) che troveranno la loro prosecuzione nelle “navigazioni” dei monaci medievali.
I Celti praticavano il culto degli alberi, considerati sacri e permeati dallo spirito divino.

L’albero ha una funzione simbolica.

L’albero, elemento naturale, si rigenera sempre con il passare delle stagioni: perde le foglie, secca, sembra morire, ma poi ogni volta rinasce e recupera il suo splendore. Esso non solo è un elemento sacro, ma addirittura un microcosmo, perché nel suo processo di evoluzione rappresenta e ripete la creazione dell’universo.
Ha anche un significato cosmologico: con i suoi forti rami si estende verso l’alto e saldo nelle sue radici penetra in profondità, andando a costituire il perno dell’universo che attraversa cielo, terra e oltretomba e che funge da collegamento tra le zone cosmiche.
L’albero rappresentato insieme al pentacolo (immagine in alto), simbolo della perfetta fusione degli opposti maschile e femminile e dei Cinque Elementi, vuol enfatizzare il concetto di equilibrio e armonia cosmica.
L’invocazione è rivolta a Cernunnos un dio della fecondità, degli animali e della natura selvaggia, una divinità presente in molte culture antiche. Per i Celti è signore delle foreste, degli animali, della vegetazione, particolarmente legato ai cicli vitali della natura.

I miti e le divinità sacre tramandate oralmente con canti e racconti, parlavano di spiriti, creature della natura quali folletti, spiritelli, gnomi, elfi e fate.
Al sacerdozio erano ammesse anche le donne, le sacerdotesse, ed erano previsti tre ordini: i druidi, i bardi e i vati; in alcune correnti erano presenti anche i fili, dei poeti mistici, e celebravano i loro riti nei boschi sacri.
Il Paganesimo celtico si dice abbia dato tratti peculiari alla letteratura religiosa d’Irlanda e siano state associate ad esso, per somiglianza, alcune divinità dei romani che conquistarono i territori. Infine mostra alcune affinità con la cultura induista e orientale.

Così come quando
si viene al mondo,
quando si muore
abbiamo paura dell’ignoto.
Ma la paura è qualcosa
che è dentro di noi,
che non ha nulla
a che fare con la realtà.

Isabel Allende

La casa degli spiriti, 1982

La parola Samhain deriva dal gaelico antico, Sam Fuin ovvero “fine dell’estate”. Gli antichi Celti dividevano l’anno in due grandi stagioni in base alla transumanza del bestiame e questa festa segnava la fine dei raccolti e l’inizio della parte buia dell’anno. È l’ultimo raccolto prima dell’inverno durante il quale fornirà il cibo, che garantirà la sopravvivenza di tutti.
Era usanza accendere dei falò mentre tutti i focolari venivano spenti, tra le fiamme venivano lanciate le ossa del bestiame macellato. Ogni famiglia poi prendeva solennemente il nuovo fuoco dal falò sacro acceso dai Druidi a Tlachtga, una collina a circa 12 Km da Tara, che venne considerata uno dei luoghi più venerati e importanti dei primi secoli della storia d’Irlanda. Un rito di purificazione e di buon auspicio per i lunghi mesi invernali, il pungente freddo e le frequenti carestie mettevano a dura prova la sopravvivenza degli abitanti dell’attuale Nord Europa.
Questo aspetto della festa in epoca moderna ha perso gran parte del suo significato, visto che oggi le carestie fortunatamente non costituiscono più un problema come presso le antiche società rurali.

Spiritualmente parlando, la festa era un momento di contemplazione; per i Celti morire con onore, vivere nella memoria della tribù ed essere ricordati nella grande festa che si sarebbe svolta la vigilia di Samhain era una cosa molto importante (in Irlanda è la Fleadh nan Mairbh, la “Festa dei Morti”).

I Celti credevano che in questa magica notte tutte le leggi fisiche che regolano lo spazio e il tempo venissero sospese, e così come nella festa speculare di Beltane, (sei mesi dopo quando la natura si risveglia dal lungo sonno invernale) i confini dei mondi diventavano più labili, permettendo alle forze del caos di invadere i reami dell’ordine e il mondo dei morti di entrare in contatto con quello dei vivi.
I Celti sapevano che gli spiriti degli avi sarebbero tornati sulla terra a far visita, portando – chissà – auspici e protezione per poi tornare nell’Aldilà, perciò li accoglievano con celebrazioni gioiose. Un momento magico in cui le tribù erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro che è sopravvissuto a lungo nei secoli.


Halloween è una festività anglosassone, il cui termine trae origine dalla festa celtica del “All Hallows Eve” cioè “notte di tutti gli spiriti”, che nel tempo si è contratta nella forma “Hallow E’en”. Hallow sta a significare “sacro”, come lo è lo spirito del defunto che torna nella Terra dell’Estate.

Erroneamente a quanto comunemente si crede, quindi, non è una festività nata in America, ma vi sbarcò insieme ai primi coloni inglesi. Viene tutt’oggi festeggiata come nei primi del 1600, solo in maniera più consumistica. Infatti l’usanza dei festeggiamenti che durano interi weekend, si è diffusa ed è diventata tipica ormai in tutti gli stati di influenza anglofona: Stati Uniti, Irlanda, Australia e Regno Unito.
Oggi Halloween viene festeggiato più come una “festa del costume”, dove party in maschera e festeggiamenti tematici basati sul divertimento superano il tipico valore tradizionale del “dolcetto o scherzetto”, la formula che i bambini recitavano andando di casa in casa.

Per i Celti onorare la festa di Samhain era talmente importante, che anticamente chi non la festeggiava veniva in qualche modo escluso dalla comunità.
Un trattamento non certo gradito, da cui deriva il “trick or treat” che significa “inganno od offerta?”, divenuto in seguito “dolcetto o scherzetto”, per cui se non offri nulla devi subire una burla.

È un’usanza che s’intreccia con quella medievale praticata in quasi tutta l’Europa del Nord, che consisteva nel preparare una torta chiamata “soul cake” (torta dell’anima). Un pane dolce con spezie e uva passa che veniva offerto ai bambini che facevano “souling”, cioè andavano di porta in porta chiedendo un pezzo di torta e per ciascuna fetta, in cambio si pregava per l’anima di un parente defunto.

Tale pratica sembra rapportarsi a quella dei primi cristiani che in povertà andavano di villaggio in villaggio, e per le loro parole e le loro preghiere (cibo dell’anima) ricevevano in elemosina un pezzo di pane.

Come si può notare, spesso esiste un collegamento tra riti e tradizioni, tra sacro e profano. Nell’epoca moderna si tende a riscoprire antiche tradizioni, ma non si usa più tramandare di generazione in generazione gli antichi saperi e i racconti del passato, per cui accade che si faccia confusione. A creare fraintendimenti contribuisce anche la tendenza commerciale di anticipare o protrarre per più giorni i festeggiamenti accavallando le feste, così da far scomparire il vero significato.

Per cui è bene specificare che:

Il 31 ottobre è la festa di Samhain, una festa sacra che segna il capodanno celtico;
è anche Halloween, una festa che si rifà alle tradizioni celtiche, ma che ha carattere più profano e consumistico che sacro.

Il 1 novembre per le religioni cristiane è la festa di Ognissanti, che celebra la gloria e l’onore di tutti i Santi, anche quelli non canonizzati (non dichiarati ufficialmente santi, una consuetudine in uso presso la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa). È festa civile e religiosa.

Segue il 2 novembre la Commemorazione dei Defunti, una festività religiosa della Chiesa cattolica, in cui è consuetudine andare in processione al Cimitero e benedire le tombe. Non è festa civile.

In Sardegna la festa di Sant’Andrea ha caratteristiche molto simili ad Halloween: la notte del 30 novembre gli adulti vanno per le vie del paese percuotendo fra loro graticole, coltelli e scuri allo scopo di intimorire i ragazzi e i bambini che nel frattempo vagano per le strade con delle zucche vuote intagliate a forma di teschio e illuminate all’interno da una candela. I giovani, quando vanno a bussare nelle case, annunciano la loro presenza e ricevono dolci, mandarini, fichi secchi.

Nelle tradizioni venete si trovano alcuni riferimenti ma con modalità e tempi diversi. Ad esempio l’anno contadino termina con la celebrazione dei Morti (2 novembre), occasione per tirare le somme di come si è concluso l’anno precedente e fare progetti per l’anno che sta per iniziare.

IL CIBO RITUALE

A Samhain erano associate molte pratiche divinatorie tra cui anche quella di preparare un lauto banchetto che aveva il duplice scopo di propiziare abbondanza durante l’inverno e di onorare i defunti, con l’aggiunta di un posto vuoto a tavola.

E’ ancora costume mettere un posto in più durante la cena la sera di Samhain in onore dei defunti e costituisce il massimo momento di aggregazione con amici e parenti, si prepara un bel banchetto a base di cibi autunnali e l’immancabile zucca cucinata in mille modi.

Altra usanza che si rifà al capodanno celtico è buttarsi alle spalle tutto ciò che vogliamo eliminare dalla nostra vita e fare propositi per il nuovo anno. Il rito classico consiste nello scrivere su un foglietto cosa si vuole buttare alle spalle, per poi darlo alle fiamme.

I TRAVESTIMENTI

Questa usanza unisce il mondo antico al mondo moderno. Per la cerimonia celtica i partecipanti dovevano vestirsi con pelli e teste d’animali al fine d’acquisire la forza dell’animale rappresentato, e spaventare così gli spiriti malvagi che potevano giungere insieme a quelli buoni dall’Aldilà.
Anche i contadini delle campagne irlandesi e scozzesi che colonizzarono l’America credevano che in questa notte alcuni spiriti di defunti malvagi potessero recargli del male, perciò si travestivano da mostri, orchi, fantasmi e altri personaggi terrificanti, per spaventare gli spiriti o confondersi fra di essi e non essere molestati. In epoca più recente per trucchi e travestimenti si è attinto abbondantemente alle opere letterarie gotiche e horror come Frankenstein, Dracula e Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde e ai film classici fantasy come Ghost, Star Wars, la Mummia e molti altri.


Halloween, dal film E.T. L’Extraterrestre

Una tradizione presso gli antichi Celti era infilare una candela in una rapa cava posta fuori dalla finestra affinché gli spiriti ritrovassero la strada di casa.

La zucca arrivò centinaia e centinaia di anni più tardi, quando gli Irlandesi, in seguito alla Grande carestia del 1845, abbandonarono il loro paese e si diressero in America, portando con sé la leggenda di Jack o’Lanterne che racconta di un uomo condannato a vagare di notte con una rapa porta-candela.
Poiché le rape in America non erano così diffuse come in Irlanda le sostituirono con le più comuni zucche, che essendo molto grandi permettevano di essere intagliate e quindi di potersi sbizzarrire disegnando facce buffe o spaventose per accogliere o scacciare gli spiriti.
Da allora, la zucca intagliata con la faccia di Jack e il lumino all’interno, è diventato il simbolo più famoso di Halloween.

LA LEGGENDA DI JACK O’LANTERN

Una leggenda narra che tanti e tanti anni fa un irlandese ubriacone e spilorcio di nome “Stingy Jack” vendette l’anima al diavolo per pagare i suoi debiti di gioco.
Nella notte di Halloween in un pub, Jack incontrò il diavolo venuto a reclamare la sua anima, gli offrì da bere e il diavolo accettò a condizione che Jack pagasse. Dopo aver bevuto Jack disse al diavolo che dubitava fosse capace di trasformarsi in qualsiasi cosa volesse e lo sfidò a trasformarsi in una monetina. Così lo imbrogliò e appena diventò una moneta, prima che il diavolo riuscisse a riprendere la sua forma normale, Jack la infilò svelto in tasca dove teneva una croce d’argento che gli impedì di ritornare come prima.
Jack allora stipulò col diavolo un nuovo patto e cioè che gli avrebbe concesso un altro anno intero per reclamare la sua anima. Il diavolo accettò e Jack lo liberò, pensando che un anno gli sarebbe bastato a cambiar vita e il diavolo allora l’avrebbe lasciato in pace.
Ma poi con il passare del tempo non si curò più del suo proposito e continuò a condurre una vita dissoluta ed egoista, pensando solo a se stesso. Così arrivò di nuovo la notte di Halloween e il diavolo ritornò per prendersi l’anima di Jack. Ma questi con un altro stratagemma riuscì ad ingannare il diavolo e a fargli promettere che non l’avrebbe cercato più. Il diavolo suo malgrado fu costretto ad accettare.
Ma l’anno dopo Jack morì e per i suoi peccati non fu ammesso al Regno dei Cieli e fu costretto a bussare alle Porte dell’Inferno. Il diavolo si ricordava bene di lui, furioso per la sconfitta subita lo rispedì indietro sulla Terra a peregrinare come un’anima in pena, tirandogli addosso un tizzone infernale ardente. Jack che vagava nelle tenebre pensò di servirsene per illuminare il suo cammino e affinché non si spegnesse col vento, lo mise nella rapa che stava mangiando.
Da allora, quando si vedono i fuochi fatui nelle zone paludose, si usa dire che Jack con la sua lanterna vaga alla ricerca di un luogo di riposo, simbolo delle anime che non trovano pace.

 


Soul Cake – Sting (2009)

 

Trick-or-Treat for UNICEF è una campagna di raccolta fondi per beneficenza promossa fin dagli anni cinquanta dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) in occasione dei festeggiamenti per Halloween; durante il 31 ottobre infatti, i ragazzi si recano porta a porta, secondo il tradizionale dolcetto o scherzetto (Trick or Treat), per chiedere denaro o donazioni da devolvere all’associazione.
La campagna è stata organizzata per prima volta negli Stati Uniti nel 1949 quando la moglie di un pastore presbiteriano di Bridesburg (cittadina vicino a Filadelfia) ebbe l’idea di chiedere anziché dolcetti, denaro da devolvere all’associazione.
Nel 1953 la campagna venne promossa direttamente dall’associazione United States Fund for UNICEF, e quando l’UNICEF venne insignito del premio Nobel per la pace (1965), il presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson si congratulò per l’iniziativa, mentre nel 1967 dichiarò il 31 ottobre “UNICEF day”.
Negli anni, la campagna è stata promossa anche in altre Nazioni come Canada, Messico e Hong Kong.

 

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