La festa del papà

Origine della festa

San Giuseppe, secondo il Nuovo Testamento, è discendente del re Davide e sposo di Maria.
È riconosciuto come santo dalla Chiesa Cattolica e dalla Chiesa Ortodossa. Il nome Giuseppe è la versione italiana dell’ebraico Yosef, attraverso il latino Iosephus.
San Giuseppe, Maria e Gesù bambino sono anche collettivamente riconosciuti come Sacra Famiglia.

In questo giorno, si ricorda la sacra coppia di giovani sposi, in un paese straniero ed in attesa del loro Bambino, che si videro rifiutata la richiesta di un riparo per il parto.

Questo atto, che vìola due sacri sentimenti: l’ospitalità e l’amore familiare, viene ricordato in molte regioni con l’allestimento di un banchetto speciale. Così in alcuni paesi della Sicilia, il 19 marzo di ogni anno, si usava invitare i poveri al banchetto di San Giuseppe. In questa occasione, un sacerdote benediva la tavola, ed i poveri erano serviti dal padrone di casa.
In alcune città, il banchetto veniva allestito in chiesa, e, mentre due sacerdoti servivano i poveri, un terzo predicava per nove volte, tante quante le pietanze che venivano servite.

È il santo protettore dei padri, dei poveri e dei derelitti, dei falegnami e carpentieri, dei lavoratori.

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Le tradizioni

La celebrazione di san Giuseppe coincide con la fine dell’inverno, pertanto si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria che si effettuavano in epoche passate come riti pagani. In quest’occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna, i falò, vengono accese ai margini delle piazze salutando definitivamente l’inverno e si comincia a sentire il profumo della primavera, così le vicende stagionali e gli antichi riti si uniscono con la festosità e la devozione dei cristiani.

Il dolce tipico della festa ha varianti regionali ma per lo più a base di creme e/o marmellate, con impasto simile a quelle dei bignè o dei krapfen (esemplare in questo senso è il caso del Lazio e di Roma dove si chiamano proprio “Bignè di San Giuseppe”).

In alcune regioni dell’Italia centro-meridionale, soprattutto la Campania, il dolce per questa festa è la zeppola (o zeppolella se in versione mignon) dalle origini antico romane: accompagnava i Liberalia, feste antiche in onore di Liber, un dio agreste, che si celebravano ogni anno nei giorni seguenti il 17 marzo, giorno in cui i giovani adolescenti divenivano adulti, secondo le regole del tempo, con l’assegnazione della toga virile.
Le zeppole sono realizzate con pasta simile ai bignè, di forma schiacciata, e possono essere fritte o al forno; al di sopra viene posta di norma crema pasticcera e marmellata di amarene.

Nell’Italia del nord, invece, dolce tipico della festività è la raviola (piccolo involucro di pasta frolla o pasta di ciambella richiuso sopra una cucchiaiata di marmellata, crema o altro ripieno, poi cotta al forno o fritta).

Infine, in alcune regioni del centro Italia (soprattutto Toscana, Umbria e Lazio) è diffuso un dolce, sempre fritto, a base di riso cotto nel latte a cui si aggiungono a piacere uva passa o canditi. Dolci a base di riso, noti come zeppole di riso o crispelle di riso, sono comune anche in Sicilia.

Zeppole di San Giuseppe

Ingredienti:

500 g di farina
7 uova
una noce di burro
un pizzico di sale
600 g di acqua
70 g di zucchero a velo
olio di semi per la frittura
crema pasticcera
crema pasticcera al cioccolato

Preparazione: 

In una casseruola si metta l’acqua col burro ed un pizzico di sale, si aggiunga lo zucchero a velo ed a fiamma moderata si faccia raggiungere l’ebollizione mescolando delicatamente.
Appena si nota l’ebollizione, si allontani la casseruola dal fuoco e si unisca la farina tutta di getto, si mescoli col cucchiaio di legno, si rimetta la casseruola sul fuoco e quando l’impasto è divenuto uniforme e si sente un rumore come se friggesse, si tolga dal fuoco e si travasi l’impasto in una terrina facendolo raffreddare.
Si uniscano le uova una alla volta e non si metta il successivo se il precedente non sia stato ben assorbito, si metta l’impasto in una sacca da pasticciere con beccuccio frastagliato del diametro di 25 mm e su un marmo unto leggermente di olio si formino le zeppole; con un diametro di 10 cm vanno riempite anche al centro.
Si prendano due pentole per frittura, si metta abbondante olio, che risulti caldo in una pentola e bollente nell’altra.
Si immergano le zeppole prima nell’olio caldo facendole friggere per un paio di minuti, quindi si immergono nella pentola con olio bollente facendole friggere ancora, finche siano divenute color ambra.
Si prendono e si mettono ad asciugare su carta assorbente. Al centro di ogni zeppola, con la sacca da pasticciere si formi un mucchietto di crema pasticciera e sopra di essa un mucchietto più piccolo di crema al cioccolato.

Le zeppole  salentine vengono preparate per la festa di San Giuseppe; in alcuni paesi dove si preparano le tradizionali “Tavole di San Giuseppe”, che sono delle tavolate imbandite con diverse pietanze, vengono servite come ultima pietanza, per il dolce.

Se in alcune zone è un dolce tipico della Festa del papà, in altre è invece un dolce carnevalesco e viene preparato con modalità leggermente diverse a seconda della regione.

Dolce tipico della tradizione napoletana, si tratta di un  grande  disco di pasta bignè preparato sia fritto che al forno e decorato con crema pasticciera e amarene sciroppate.

Per la pasta occorrono:

150 g di farina 00
150 g di acqua
75 g di burro
3 uova

Mettere sul fuoco in una pentola l’acqua e il burro e lasciarlo fondere completamente. quindi aggiungere in un sol colpo tutta la farina e mescolare energicamente fino a quando la pasta non comincia a sfrigolare e si forma una sorta di palla liscia. Quindi togliere dal fuoco e lasciar raffreddare.
A questo punto aggiungere le uova, una alla volta, mescolando fino a completo assorbimento.
Con la sac a poche formare le zeppole e cuocere in forno caldo 200° per 10 minuti, poi diminuire la temperatura a 180° per altri 20 minuti circa. Lasciar raffreddare nel forno spento per evitare che si sgonfino.

Per la crema pasticciera:

250 ml di latte
un tuorlo
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di farina
una bustina di vanillina
un goccio di limoncello

Lavorare il tuorlo con zucchero e farina.
Riscaldare appena il latte e poi stemperare poco per volta il composto. Mettere sul fuoco e lasciare addensare.
Al termine versare un goccino di limoncello per profumare la crema di limone.
Lasciar raffreddare completamente poi decorare le zeppole con la siringa per dolci e porre su ognuna due o tre amarene sciroppate.

 

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