Una volta… le tradizioni del Natale

 

Una volta il Natale…

Secondo noi…

Tornando indietro di parecchi anni fa, circa trenta o quaranta, il Natale era festeggiato in un modo totalmente diverso rispetto ad oggi: infatti, soprattutto i bambini, nei giorni antecedenti il Natale erano entusiasti e orgogliosi di costruire piccoli presepi o alberi. I presepi venivano spesso e volentieri, collocati in un angolo della cucina, di solito erano i bambini ad occuparsene: prima di tutto, andavano a raccogliere il muschio (in zone umide poco distanti dalle loro abitazioni o nei boschi limitrofi), il quale faceva da tappeto erboso al presepe, poi collocavano le poche statuine che avevano di carta o di gesso e il tutto era illuminato da qualche lumicino.
Alla vigilia di Natale tutto era pronto per la gran festa del giorno dopo, le mamme e le nonne, come ancora adesso, sentendo le diverse esigenze dei figli e nipoti, facevano credere loro che andavano a parlare a Gesù Bambino per informarsi su cosa aveva ha disposizione come regali. Essi venivano deposti dentro dei cappellini che venivano messi sotto l’albero o appesi al caminetto. La mattina di Natale, i bambini si alzavano presto, ansiosi di vedere i regali. Allora, essendo poveri, ci si accontentava di una misera strenna e pochi regali, i quali, però suscitavano un enorme entusiasmo nei bimbi che si accontentavano di poco e quasi niente; i regali più frequenti erano qualche frutto, come due o tre mandarini, alcune spagnolette e nocciole, un pacchetto di biscotti buoni che piacevano tanto ai bambini. Per i maschietti, spesso veniva regalato un cavalluccio di cartapesta che si doveva trainare su quattro piccole ruote, invece per le femminucce solitamente si regalava una bambolina di pezza.
Mentre i bambini e le bambine giocavano, le “donne di casa”, (mamme e nonne), si prestavano a preparare il pranzo natalizio, curato nei minimi dettagli e particolari. Esso era molto atteso da tutte le famiglie perché era una delle poche occasioni in cui si potevano gustare cibi e pietanze che raramente si mangiavano nel corso dell’anno. Nel pomeriggio poi, si giocava a carte o al gioco dell’oca che si faceva sulla base di molte penitenze.

Prima che iniziasse la Messa si cantavano dei canti religiosi dialettali. Questa tradizione della novena all’alba c’è anche oggi nella chiesa del Rosario. Si giocava con le nocciole e si cenava con i piatti tradizionali. Per dolce si mangiavano le zeppole fatte in casa e si beveva il rosolio, un liquore fatto in casa con i petali di rosa. La notte di Natale si aspettava la mezzanotte per mettere Gesù Bambino nel presepe.

Stefano

Tanto tempo fa mia nonna e i suoi fratelli festeggiavano il Natale con i parenti. Il giorno della vigilia mangiavano il pesce e le frittelle. I bambini giocavano a carte e si vincevano castagne, noci, nocciole, frutti di bosco. A mezzanotte mettevano il bambinello nella mangiatoia del presepe, perchè allora non si usava fare l’albero. L’indomani trovavano dei regali che erano bambole di stoffa e macchinine di legno. Il Natale lo passavano così, felici con i loro giocattoli nuovi.

Martina

Parlando con mia nonna Mimma, la mamma di mio padre, ho raccolto notizie su come festeggiava il Natale quando era piccola.
Mia nonna il Natale lo trascorreva con i suoi nonni e i suoi genitori e durante il pranzo ai bambini venivano date tante cose buone. I nipoti, prima del pranzo, scrivevano una lettera con gli auguri di Natale e la mettevano sotto il piatto dei nonni. I nonni, fingendosi sorpresi, trovavano la lettera sotto il piatto, la leggevano e regalavano dei soldi ai nipoti per potersi comprare quello che volevano. In casa si faceva il presepe con lucine e lampade a olio. Dopo la tombolata andavano a messa per ringraziare il Signore per la bella giornata e dopo andavano a letto senza far commenti.»

Giorgia

Mio nonno, che ha 88 anni, da bambino a Natale giocava con le carte napoletane: briscola, stoppa, tressette e scopa. Con gli altri bambini giocava anche a fare i “castelli” con le nocciole e chi buttava giù i castelli vinceva. La notte di Natale andava in chiesa a cantare con il coro. Per il cenone si preparavano dei cibi particolari che si usano anche oggi: baccalà fritto, broccoli, zeppole salate con le acciughe e zeppole dolci con l’uva passa. Si beveva il vino che avevano fatto loro durante la vendemmia e a tavola, per tradizione, si mangiavano tredici frutti: l’uva, che si faceva appassire appesa, i meloni, i fichi d’India, il melograno, noci, nocciole e agrumi.

Margherita

In passato il Natale si festeggiava ed era molto diverso da quello dei nostri giorni. I regali non erano ricchi come quelli che riceviamo noi, ma si ricevevano piccoli doni come: mandarini, spagnolette, bambole di pezza, e lavoretti manuali ecc….ma comunque si accontentavano. Non si facevano particolari addobbi ma alcune volte si faceva un piccolo presepe con statuine di gesso e muschio trovato nei boschi. Il pranzo di Natale era un’occasione per mangiare qualcosa di diverso dal solito cibo giornaliero, per esempio si uccideva il maiale di cui si traeva il salame, come tradizione era il capo famiglia che riceveva la fetta più grande; oltre a questo si mangiava bollito, patate, frutta secca. I nostri nonni preferiscono il Natale dei loro tempi perché anche solo con una caramella si accontentavano, mentre oggi si ha troppo e nonostante tutto non si è mai soddisfatti!!

Simona e Veronica

Secondo noi, il Natale di oggi viene trascorso in questo modo: il giorno di Natale i bimbi si svegliano molto presto, senza neanche stiracchiarsi scendono dal letto e ricercano subito sotto l’albero di Natale, in mezzo a panettoni e bottiglie di spumante, i propri doni portati da Papà Natale con grande tensione e eccitazione. Trovati li scartano entusiasti, studiano con attenzione i regali e di corsa vanno a salutare e a ringraziare nel lettone babbo e mamma. Si fa colazione e si aspetta con molta tensione il pranzo natalizio, preparato dalla mamma con molto amore, si trascorre una piacevole giornata e la sera si mangiano gli avanzi di Natale. Bisogna però citare, oltre a questo l’aspetto vero e proprio del Natale: la nascita di Gesù bambino, un evento così speciale da venire ricordato da una messa tra la notte della vigilia di Natale e quella di Natale.
Il Natale del passato, invece, era molto diverso dal nostro, anche perché le possibilità dei nostri nonni ad esempio erano molto inferiori alle nostre. I regali non erano tanti e soprattutto non erano maestosi come quelli di oggi: i doni più frequenti erano mandarini, biscotti e qualche biglia. Anche il pranzo non era un eccezionale, però era meglio di quello dei giorni comuni: si mangiava una quantità di carne abbastanza abbondante e, oltre a bere molto vino, si mangiava anche il dolce, che di solito era un panettone.

Matteo e Nicolò

I miei nonni quando arrivava il Natale non facevano l’albero, ma soltanto il presepe. Ai loro tempi i regali non li portava Babbo Natale, ma li ricevevano dalla Befana la notte del 6 gennaio. I bambini, la sera della vigilia della Befana, mettevano la calza appesa al camino e al mattino la ritrovavano piena di caramelle, qualche cioccolatino, piccoli torroncini, noccioline, castagne e noci. La notte della vigilia di Natale si andava a Messa e si aspettava la nascita di Gesù. Il giorno di Natale si faceva il pranzo con amici e parenti e nel pomeriggio si giocava a tombola e con le carte. La tombola era diversa da quella di ora, era di cartone e per segnare i numeri si usavano fagioli o pezzettini di buccia di arancia.

Valentina

Parlando con i miei nonni ho chiesto come si festeggiava il Natale ai tempi loro. Allora, presi dall’entusiasmo dei ricordi, hanno cominciato a raccontare: «Quando noi eravamo bambini era stupendo, anche se a quei tempi non tutti avevano la possibilità di passare un buon Natale, perchè le famiglie erano molto numerose e il guadagno era giusto per arrivare a fine mese per poter mangiare. Nonostante tutti i problemi però, si viveva questa festa in modo felice e la sera del ventiquattro tutti insieme andavamo in chiesa per la Messa di mezzanotte e per assistere alla nascita di Gesù.»

Lucio