Il Signor Bonaventura

Il 28 ottobre 1917 sulle pagine del mitico “Corrierino dei Piccoli”, supplemento per bambini del Corriere della Sera, apparve per la prima volta  Il Signor Bonaventura, uno dei personaggi più indimenticabili dei fumetti. Il suo creatore che si firma Sto, pseudonimo di Sergio Tofano, racconta le avventura di questo strampalato eroe in un fumetto a tutta pagina con otto vignette dai tratti semplici e un testo in versi. Ebbe fin da subito un grande successo, non si potranno più scordare le famose frasi a rima baciata,che divennero un vero e proprio tormentone per molte generazioni di grandi e bambini:

Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura…
Ricomincia la sciagura del Signor Bonaventura…
…ricco ormai da far paura

Il Signor Bonaventura è un pupazzo con marsina e bombetta rossa, con larghi pantaloni bianchi, accompagnato dal fedele cane bassotto e dal famoso milione. Sempre squattrinato all’inizio del fumetto e milionario alla fine, per ben 26 anni allieta ogni fine settimana dei bambini italiani, e non solo. Nel 1943 a causa della Seconda Guerra Mondiale viene sospesa la sua pubblicazione, poi ripresa fino agli anni sessanta, quando cessa definitivamente.

Le storie seguivano uno schema molto regolare, la sventura del protagonista evolveva in modo tale che procurava beneficio agli altri e finiva con una fortunata vincita, una ricompensa quasi sempre raffigurata con un enorme biglietto di banca con su scritto “un milione” sottinteso in lire, una cifra astronomica per quei tempi. Seppur brevi, le storie racchiudono in sè sempre un insegnamento positivo: l’ingenuità e l’onestà del Signor Bonaventura nonostante la sfortuna iniziale, riesce sempre ad essere ricompensata alla fine. Una buona ventata di ottimismo non fa mai male 😉


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Un altro personaggio secondario è il “bellissimo Cecè” (Tofano s’ispirò al personaggio dell’imbroglione di “Cecè”, una commedia di Pirandello del 1913) che per la sua vanità finisce sempre nei guai, che si risolvono con l’intervento casuale di Bonaventura. Il suo mondo è popolato anche da generosissimi re, baroni, contesse, dai cattivi come il torvo ed invidioso Barbariccia, col volto sempre coperto da una maschera verdognola, e il disonesto barone Partecipazio.

Oltre alle famose storie a fumetti, Tofano si dedicò anche alle rappresentazioni teatrali del Signor Bonaventura, interpretando personalmente il personaggio in sei commedie musicali da lui stesso scritte, messe in scena e dirette.
Il Signor Bonaventura è anche apparso sugli schermi in Cenerentola e il signor Bonaventura (1941), interpretato da Paolo Stoppa per la regia di Sergio Tofano.


Sergio Tofano (1886 – 1973), conosciuto anche con lo pseudonimo di Sto, artista poliedrico, è stato uno dei più grandi attori del Teatro italiano, capocomico, regista, scenografo e costumista, maestro di generazioni d’attori, commediografo, umorista, caricaturista e raffinato illustratore e disegnatore di moda e di pubblicità.
Fu anche scrittore di libri per bambini in cui traspare il suo straordinario gusto per il nonsense forse troppo moderno per l’Italia di quei tempi e più affine alla tradizione anglosassone che, a distanza di tanti anni risultano ancora straordinariamente attuali.


Il Signor Bonaventura è più che un fumetto, è emblema di un periodo storico che le parole del figlio Gilberto Tofano ben fanno comprendere:

«Il mio augurio è che questo personaggio bianco, rosso e sempre verde, nato da una disfatta come quella di Caporetto ed una grande promessa tradita come la Rivoluzione d’Ottobre, continui a trasmetterci le sue discrete e ironiche qualità di una elegante sopravvivenza.»

Negli anni ottanta il personaggio è stato ripreso dal disegnatore Carlo Peroni “Perogatt”, col consenso di Sto e vi fu un primo tentativo per realizzare una serie TV a cartoni animati tradizionali.
Tra il 2000 e il 2002 Gilberto Tofano, erede materiale e morale di Sto, assieme a Marco Bigliazzi ha realizzato per RAI due cortometraggi in computer grafica 3D dal titolo Bonaventura e il canotto e Bonaventura e il baule.

In Rat-Man, un fumetto italiano di Leo Ortolani (1989) nato come parodia dei supereroi americani (il nome stesso ricorda Batman) ma che nel tempo si sviluppa in modo autonomo, il personaggio di Brick Tempesta, supereroe generico, ricalca le storie del Signor Bonaventura e il suo milione.

Per approfondire l’argomento segnalo questo bel sito: Sto & Bonaventura

 

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