Il 25 aprile e le Frecce Tricolori

25 APRILE

Il 25 aprile del 1945 Milano e Torino vennero liberate dall’esecutivo del Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia (CLNAI), presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani. Alle 8 del mattino via radio proclamò ufficialmente l’insurrezione, la presa di tutti i poteri da parte del CLNAI e la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti (tra cui Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo). Nei giorni successivi vennero liberate altre città italiane.

Il 25 aprile è l’anniversario della liberazione d’Italia con la fine della Seconda Guerra Mondiale, dell’occupazione nazista e del ventennio fascista.
Una data importante che rappresenta l’inizio di un percorso storico che porterà: al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica, le donne per la prima volta verranno chiamate alle urne per un voto politico, nasce la Repubblica Italiana e infine avviene la stesura definitiva della Costituzione.

Il primo governo provvisorio della Repubblica Italiana istituì la festa solo per il 1946, con il decreto legislativo luogotenenziale n. 185 del 22 aprile 1946 (“Disposizioni in materia di ricorrenze festive”); l’articolo 1 infatti recitava:

«A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale»

La ricorrenza venne festeggiata anche negli anni successivi, dal 1949 è divenuta ufficialmente festa nazionale e in molte città italiane vengono organizzate manifestazioni in memoria dell’evento.

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LE FRECCE TRICOLORI

Le Frecce Tricolori sono la Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) dell’Aeronautica Militare Italiana, nata nel 1961 al seguito della decisione dell’Aeronautica Militare di creare un gruppo permanente per l’addestramento all’acrobazia aerea collettiva dei suoi piloti. Con i 10 aerei, di cui 9 in formazione e 1 solista, sono la pattuglia acrobatica più numerosa del mondo.

Dal 1982 utilizzano gli Aermacchi MB-339PAN. Sono dislocati sull’Aeroporto di Rivolto (UD). La livrea dei suoi aeroplani è data dalla caratteristica banda tricolore che attraversa la fiancata frecce-tricolori dell’aereo su sfondo blu. L’addome dell’aeroplano è grigio chiaro mentre i numeri di formazione sono degli adesivi gialli. Ai classici Aermacchi MB-339 in forza all’ Aeronautica Militare Italiana sono stati tolti i serbatoi delle estremità alari, in quanto essi penalizzerebbero le prestazioni acrobatiche dei velivoli. Serbatoi subalari vengono prontamente allestiti per i voli di trasferimento a lungo raggio.

Il fumo colorato viene generato per dispersione, ed è composto da olio di vaselina a cui vengono aggiunti pigmenti non inquinanti. La fuoriuscita di tale composto avviene attraverso un tubicino posto nello scarico posteriore dell’aeroplano.

In Italia la prima scuola di volo acrobatico venne fondata nel 1930 a Campoformido per iniziativa del colonnello Rino Corso Fougier: la prima formazione consisteva in 5 Fiat C.R.20 e già l’8 giugno 1930 alla prima manifestazione aerea, chiamata Giornata dell’Ala, questi aerei si esibirono in una bomba, una figura analoga alla bomba attuale.

Negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale la pattuglia della Regia Aeronautica partecipò a varie manifestazioni. Da notare è che nel 1932 si impiegarono apparecchi Breda Ba.19 , nel 1934 Fiat C.R.30 e dal 1936 Fiat C.R.32. Dopo l’inevitabile parentesi del periodo 1939-1945 la pattuglia acrobatica fu sciolta e si riformò solo nel 1950. A partire da quell’anno si susseguirono varie pattuglie acrobatiche dai nomi alquanto singolari: Cavallino Rampante, Getti Tonanti, Tigri Bianche, Diavoli Rossi, Lanceri Neri.

Verso la fine del 1960 si decise di terminare questa turnazione tra i vari stormi e di fondare un reparto la cui specifica finalità fosse formare la pattuglia acrobatica nazionale e, selezionando i migliori piloti dei vari reparti, furono fondate le Frecce Tricolori così come le conosciamo oggi volando dapprima su F-86E fino al 1963 e successivamente sui cacciabombardieri Fiat G-91 modificati per l’evento, per poi passare nel 1982 sugli attuali MB-339A PAN.

La PAN è oramai un biglietto da visita dell’Italia e dell’Aeronautica Militare nel mondo e per molti italiani è un motivo d’orgoglio, tanto che quando nel maggio 2006 la senatrice Lidia Menapace in un’intervista le definì inutili, rumorose e inquinanti e ne chiese lo scioglimento, subito si levarono numerose proteste da parte di tutti gli schieramenti politici.

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