Via via, vieni via di qui…

“Sotto le stelle del jazz” una mistura geniale e poetica di atmosfere intime, confidenziali, liriche ed enigmatiche, dagli accenti gospel, blues, honky tonk e brass band, una raccolta di mottetti mitici (su testo originalissimo e commovente), di immagini notturne create dalla notte stessa, un diario di sospiri blues e di nostalgie trasognate. (Ondarock)

 


Sotto le stelle del jazz – Paolo Conte (1984)

 

Paolo Conte
L’avvocato col vizio del jazz

di Michele Saran

Dallo status di praticante forense a quello di cantautore schietto e distaccato, sempre a contatto con le pulsioni più vive e acuite di un animo nostalgicamente divertito e con una notevole sensibilità di stampo jazzistico e latino-americano, attraverso il suo coerente operato ha costituito una delle esperienze cardinali della canzone italiana. Il recente progetto “Razmataz” ha sancito la supremazia di una figura trasversale sia al cantautorato doc che al compositore tout-court, dotata di una predilezione per le arti visive e le avanguardie del primo’900.

Tratto da Ondarock

«Vorrei che le canzoni non si consumassero mai. Per un compositore sono il profumo di un mazzo di fiori, e a forza di sentirle questo profumo a volte rischia di andarsene».

Paolo Conte


Via con me, It’s wonderful  – Paolo Conte (1983)

 

* Nota Bene: lo scopo di questo post è solo divulgativo e narrativo, senza alcuna intenzione di promuovere ideologie, celebrare miti o incentivare condotte vietate. Non è sponsorizzato e non ha fini commerciali. Tutti i diritti d'autore appartengono ai rispettivi proprietari.

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