Mangiarsi la vita. Anoressia e bulimia

“Amore, sono grassa?” Chi di voi fanciulle non ha mai posto questa domanda al proprio fidanzato o alla propria amica del cuore? Se la vostra risposta è sì, beh complimenti, siete perfettamente normali. Io, ovviamente, faccio parte della categoria di donne che hanno fame, che mangiano e poi non muovono un muscolo. E infatti poi quando ingrasso quattro chili in sei mesi pongo la domanda al mio fidanzato… continua

di L. Betti
12 gennaio 2012


Mangiarsi la vita

di Silvia Truzzi

Si inizia sempre con una sciocchezza. Una volta ti metti le dita in gola perché ti sembra di avere lo stomaco troppo pieno. Oppure cominci a prendere lassativi perché ti senti gonfia. Aggiri i controlli dei genitori, se ne hai di sufficientemente attenti. Ma fregarli è facile, e non solo con il vomito o una purga. Far sparire dalla tavola una fetta di prosciutto è un gioco di prestigio che s’impara con poco.
L’età che ti fotte è quella dello sviluppo. Il fisico cambia, spesso ingrassi. Hai un corpo da donna, non la testa. E nemmeno le persone che ti circondano, le amiche, ti danno una mano. Nove volte su dieci fanno le tue stesse vaccate, o te le consigliano. Pensi di “metterti a dieta” per piacere agli altri, ma poi quando la pelle si appiccica alle ossa e le persone sane cominciano a dirti “fai schifo”, hai già passato un confine. E non t’importa, il cervello è a digiuno. Il modello magrezza bellezza? C’entra. C’entra per le ragazzine soprattutto l’idea che l’inclusione sociale passi per una fisicità da copertina. Ma non è la sola causa.

Isabelle Caro è morta a 28 anni, era anoressica da 15. Si era prestata a una campagna di Oliviero Toscani contro la malattia. Posò nuda per una foto agghiacciante, che i giornali hanno ripubblicato in questi giorni. Il fotografo ha detto in un’intervista che la ragazza gli era parsa “orgogliosa della sua anoressia”. E probabilmente ha ragione: lei era stata sempre solo una persona anoressica, la malattia un’identità. Dicono le statistiche che in Italia si ammalano cinquemila persone all’anno. E i medici che una su cinque muore. Non sono cifre rassicuranti.

Invece è incoraggiante l’attenzione sociale, una all’erta collettiva più diffusa. Gli stilisti fanno sfilare modelle oversize, le aziende cosmetiche mettono sui cartelloni pubblicitari ragazze belle ma normali. Il web ospita moltissimi siti di testimonianze: “Sono Anna e peso 40 chili”. “Mi chiamo Francesca, ho cominciato a non mangiare perché le mie amiche, tutte magre, mi emarginavano: ero un po’ grassottella, oggi la taglia xs mi va larga”. Non sempre la coscienza della malattia è l’inizio di una rinascita, ma è una condizione necessaria. Federica scrive su un blog dedicato di aver cercato su Internet storie di persone che erano guarite: “Ci sto provando anch’io”.

“Quando la donna cannone, quell’enorme mistero volò,
tutti chiusero gli occhi nell’attimo esatto in cui sparì.
Altri giurarono e spergiurarono che non erano mai stati lì”.

L’unica cosa che non si può fare è chiudere gli occhi. Né di fronte allo specchio – se il corpo che si riflette scarnificato è il tuo – né di fronte a maglioni enormi che cercano di coprire – se il corpo nascosto è quello di qualcuno che ti è vicino.

“Non avrò paura se non sarò bella come dici tu”

dice ancora la donna cannone di De Gregori. Ed è qui il punto: la paura di sé come essere imperfetto. Se qualcosa o qualcuno non ti convince che la perfezione non esiste, e se esistesse non sarebbe una questione di chili, ti mangi la vita.

Il Fatto Quotidiano, 2 gennaio 2011

Maledimiele

di Marco Pozzi

I 10 comandamenti anti anoressia

L’anoressia è una bestia da combattere in tutti i modi… ecco i 10 comandamenti per combatterla

Sicuramente conoscete i famigerati siti pro-ana, quei raduni di ragazze folli che inneggiano all’anoressia, usando toni intimidatori per chiunque ingerisca durante il giorno qualcosa di più di due foglie di lattuga.
La maggior parte sono fortunatamente oscurati o bloccati ma ce ne sono ancora a sufficienza per plagiare la mente di molte ragazzine confuse che nel periodo delicato dell’adolescenza vedono il loro corpo cambiare e non lo accettano. Proprio a questo proposito abbiamo scovato su Youtube un bellissimo video che raccoglie i 10 comandamenti da seguire per condurre uno stile di vita sano, amandovi e rispettando il vostro corpo e non calpestandolo brutalmente come si insegna a fare in siti di questo genere. Ecco quali sono i 10 comandamenti anti anoressia: in fondo all’articolo trovate anche il video!

  1. Se non sei a tuo agio con il tuo corpo e non lo ami non sei attraente. Stimati, perchè tu vali.
  2. Essere in buona salute è più importante di tutto. Questa è l’unica vita che hai, non sprecarla.
  3. Compra vestiti variopinti, vai in giro con le amiche, fai sport, fai di tutto per essere felice: l’unico modo per vedere la luce è aprire gli occhi.
  4. Non c’è niente di più divertente che mangiare un gelato con le amiche. Sapere quello che vuoi è il primo passo per ottenerlo.
  5. Non puoi dimenticare che le cose più belle non sono mai perfette: la bellezza non è quella che si vede, è quella che si sente.
  6. Devi affrontare ogni giornata con il sorriso sulle labbra. Ogni giorno è una pagina bianca da colorare a modo tuo.
  7. Quello che dicono la tua testa e il tuo cuore è l’unica cosa importante. Ascolta te stessa, non la bilancia.
  8. Cadere e rialzarsi è bene, piangersi addosso e criticarsi sempre è male.
  9. Non sarai mai troppo felice.
  10. Lottare contro l’anoressia, lottare per ogni sorriso, accettarsi per quello che si è sono simboli di vera forza.

Riflessioni: non me ne ero mai resa conto prima, ma un giorno sfogliando un album di vecchie fotografie ne ho trovata una risalente ai primi anni 80 in cui mi sono quasi spaventata da quanto ero magra, scheletrica direi! Durante l’adolescenza ho avuto alti e bassi come è naturale, ma in quel periodo in cui ero molto presa dal lavoro e dai miei interessi trascuravo il cibo, infatti in seguito ho avuto per un periodo un’anemia da carenza di ferro piuttosto seria che per fortuna ho risolto. Dunque sono stata anoressica e non ne ero cosciente. 😕

Certe volte negli ultimi anni, mi è capitato di immedesimarmi in quello che è il modello di riferimento di giovane ragazza di oggi riguardo ai canoni di bellezza, di personalità, di ruolo nella società, e li trovo fuorvianti, artificiosi, li trovo castranti e deprimenti in un periodo di vita in cui, al contrario, si dovrebbe essere leggiadre e sempre aperte a nuove esperienze con uno spirito libero, che invece si vuol imprigionare ed emarginare.


Specchio – Subsonica (2014)

10 dicembre 2014

…la canzone che mi ha toccata di più nell’anima è stata “Specchio”, i miei occhi si sono riempiti di lacrime e mi sono sentita vulnerabile come se si fossero materializzate davanti alla mia faccia tutte le sensazioni e le emozioni che non so descrivere e non riesco a capire, credevo di aver interiorizzato un messaggio diverso e invece la sera, tornata a casa, leggendo qualche articolo e il vostro post su Google plus del 23 settembre, mi sono resa conto che la mia impressione era corretta, la canzone parlava di disturbi del comportamento alimentare. Avete trattato un tema estremamente caldo e attuale ma di cui si parla poco e se, se ne parla si dicono cose sbagliate e fuori luogo. So di che parlo perché soffro di un DCA (disturbo del comportamento alimentare) da quasi 10 anni ormai e ne ho sentite di tutti i colori. Sono in cura in un centro solo da 2, ma la strada ancora è lunga e per niente liscia.
Vi scrivo perché a Febbraio del 2015 la struttura “Il Cerchio D’Oro” a Messina (l’unica struttura gratuita in Sicilia), dove sono in cura, rischia la chiusura in via definitiva per mancanza di fondi a livello regionale, a quanto pare. L’organizzazione sanitaria non ha intenzione di rinnovare i contratti ai medici che lavorano lì, in una struttura ospita oltre 500 ragazzi/e e nessuno di loro deve pagare un centesimo per essere curato (in strutture private il prezzo per la cura settimanale si stima intorno ai 1000€ e io me li farei due conti sul motivo reale…).
Io sono indignata perché se una persona non ha i soldi deve morire? Abbiamo o no il diritto alla salute e allora perché toglierlo?
Mi rivolgo a voi perché spero che possiate prendere a cuore anche la nostra situazione, non so che progetti avete in mente su questo fronte ma volevo rendervi partecipi di una realtà che è spaventosa per chi come me ha paura di dover affrontare tutto da sola. Non è un periodo della storia facile e le famiglie a stento riescono a portare a casa la spesa, figuriamoci trovare 1000 euro per curarsi.
Avere un’ombra subdola che comanda il 99,9% di te non è facile e non è bello. Con il cerchio d’oro ho ammesso di avere bisogno di qualcuno e sto cercando un equilibrio che vogliono strapparmi via. Vogliono toglierlo a me e alle mia care amiche, tutte donne e ragazze fantastiche incontrate purtroppo in un momento e luogo non particolarmente felice.
Ora io spero che qualcuno con la voce più alta della mia mi possa ascoltare e dare modo alle mie parole di arrivare ad un orecchio in più, non posso stare in silenzio.
Mi sento di non appartenere a questa realtà, come se non avessi un orizzonte definito. Per questo vi chiedo per favore di ascoltare non solo le mie parole ma anche quelle delle donne che stanno lottando insieme a me per non far passare la situazione inosservata.
L’associazione di volontariato Korakane Messina si sta battendo a proposito ma ancora, ad oggi con risultati scarsi.
Sono arrabbiata e furiosa, se fossi stata malata di cancro avrei avuto le cure necessarie?
Se avessi bisogno di un trapianto sarei stata messa in lista?
E allora perché le malattie dell’anima che portano alla morte tantissime persone devono rimanere senza cura per colpa di un sistema che mette la costruzione di rotatorie prima di un centro per DCA?

Estratto da un messaggio/appello inviato al gruppo dei Subsonica

La nostra società ha un grosso limite: considera reale solo ciò che vede, ciò che non si vede non esiste e per paradosso, in ciò che non esiste vuol farci credere. È la società stessa così com’è impostata che non funziona, e le malattie dell’anima non sono che una conseguenza, un segnale che così ci stiamo autoeliminando.
Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Leda

Una piuma non fa rumore
…nemmeno quando cade


Nota bene: questa non è una testata medica, le informazioni fornite da questo sito hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, pertanto occorre sempre fare riferimento al proprio medico di famiglia.

 


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.