I castelli di Giulietta e Romeo

Durante una battaglia fomentata dalla Lega di Cambrai, dove nel 1508 fu stipulato in gran segreto un Trattato tra le maggiori potenze europee che prevedeva la spartizione dei domini della Repubblica di Venezia, il Conte Luigi da Porto riportò gravi ferite.
Ritiratosi in convalescenza nella pace della sua dimora a Montorso Vicentino, un piccolo paese nelle vicinanze di Montecchio Maggiore, dove sorge la bella villa palladiana “da Porto Barbaran”, pensò bene di impiegare il suo tempo a raccogliere in uno scritto quello che le voci narravano della storia d’amore di due giovani: di lei Giulietta Capuleti e lui Romeo Montecchi, le cui famiglie malauguratamente si odiavano da tempo.

I Castelli di Romeo e Giulietta sono il Castello della Bellaguardia, popolarmente conosciuto come il “Castello di Giulietta”, e il Castello della Villa, detto “Castello di Romeo”. I manieri di ridotte dimensioni, sono situati l’uno a poca distanza dall’altro, in posizione panoramica e strategica, su una collina che sovrasta Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza.
La particolare posizione geografica di questi rilievi, che permette di dominare l’area compresa tra i Colli Berici e le colline delle valli di Chiampo e dell’Agno, fu considerata interessante sin dalla dominazione romana. Probabilmente furono proprio i romani i primi ad edificare delle torri di osservazione, sfruttando la posizione strategica delle sommità.

Un po’ di storia…

Le prime voci storiche che ci parlano di un castello costruito su queste colline, risalgono all’anno 1000, appartenuto ai primi signori di Montecchio: i Bongiudei. Passò quindi per successione alla casata dei Pilei, di origine tedesca, per oltre due secoli.
In questo periodo si svolsero aspre lotte contro Ezzelino da Romano, condottiero e signore della Marca Trevigiana, dominatore di gran parte dei territori veneti, con cui fu concordato un patto di pace nel 1207, che durò ben poco. Ezzelino, grazie all’appoggio del suocero, l’imperatore Federico II di Svevia, costrinse i Pilei alla resa.
Nel frattempo Uguccione Pileo, conte di Sossano e signore del castello di Montecchio Maggiore, riuscì a riunire un proprio esercito per riconquistare le fortezze. Ma Ezzelino rispose con un attacco cruento, distruggendo entrambe le rocche e sterminando tutta la famiglia dei Pilei.
Quel che rimase del castello passò, nel 1314, alla Signoria Scaligera.
Nel corso della guerra Veneto-Scaligera, che terminò nel 1339, il castello fu completamente distrutto, e i vincitori imposero agli Scaligeri signori di Verona, di non ricostruirlo.

L’edificazione degli attuali castelli iniziò nel 1354 con la generazione successiva  di Cangrande II della Scala signore di Verona. E’ a questo periodo che si riferisce la storia di Giulietta Capuleti e Romeo Montecchi. Dai Signori di Verona passarono quindi ai Visconti Signori di Milano.
Ma, nel 1404 i cittadini di Montecchio accettarono spontaneamente la protezione della Serenissima Repubblica di Venezia.
I castelli nella loro completezza erano collegati da mura di cinta, la superficie interna era di circa 15 ettari (corrispondenti alla misura locale di 40 campi vicentini), su cui sorgevano costruzioni in legno e pietra, dove venivano ospitati soldati e cittadini in caso di attacco bellico.

Il 1514 fu l’anno di una ulteriore distruzione dei castelli, ordinata da Bartolomeo D’Alviano, con preciso intento che non potessero servire ad altri invasori per scopi bellici. Era il periodo della guerra della Lega di Cambrai.

La pace vera per i castelli arrivò nel 1742, quanto fu lo stesso comune di Montecchio Maggiore ad acquistarli. Il vero intervento di ristrutturazione iniziò solo nel 1936, e dopo la Seconda guerra mondiale partì il progetto di valorizzazione turistica.
Nel corso degli ultimi decenni sono state varie le opere di mantenimento e ristrutturazione.
Da segnalare la Chiesetta della Madonna degli Alpini che sorge tra i due castelli, fu costruita tra il 1943 ed il 1945, da un reduce del fronte russo, per un voto fatto mentre era in guerra.

CASTELLO DELLA BELLAGUARDIA o del COSTO

Il castello di Giulietta occupa la parte più alta della collina, e domina il paese di Montecchio, ma soprattutto le vie di accesso. Infatti, il nome “bellaguardia” è di origine longobarda e significa “luogo di osservazione”.
Si sviluppa su una superficie di oltre 1.500 mq, la torre è di circa 20 metri di altezza.
All’interno è stato costruito un ristorante ed una bellissima terrazza da dove ammirare un ampio panorama.
Al primo piano si possono ammirare i pannelli affrescati di Pino Casarini, 12 scene che narrano la storia di amore di Giulietta e Romeo, ed i due ritratti, uno del Conte Luigi da Porto e l’altro di William Shakespeare.

CASTELLO DELLA VILLA

Il castello di Romeo è un bellissimo esempio di architettura militare trecentesca. Sorge più in basso rispetto a quello di Giulietta, ma parliamo di una differenza di appena 20 metri sul livello del mare.
Il castello di Giulietta è a 254 metri sul livello del mare, mentre quello di Romeo a 234.
La superficie è di 1.850 mq e la torre e di 22 metri, dalla sua terrazza si domina tutto il territorio circostante.
In estate al suo interno si svolgono varie manifestazioni culturali, mentre il mastio è riservato per esposizioni artistiche di vario genere.

La leggenda

Nel tentativo di lenire l’odio profondo che regnava tra le due famiglie, quella dei Montecchi e quella dei Capuleti, fu ordinato loro dall’allora signore di Verona, Cangrande della Scala, di occuparsi delle rocche di Montecchio Maggiore. Ma l’acredine tra le due famiglie non cessò, anzi aumentò quando si scoprì l’innamoramento avvenuto tra i due giovani, Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti. Seppur contrastati nel loro amore, riuscirono a coronare il loro sogno con l’aiuto del confessore di Giulietta, frate Lorenzo che in segreto li sposò.
Ma gli eventi misero duramente alla prova il loro sentimento, tanto che Romeo in un duello finì per uccidere Tebaldo, cugino dell’amata, che a sua volta aveva ucciso Mercuzio, amico di Romeo. Quest’ultimo esortato da frate Lorenzo, lasciò Verona e fuggì a Mantova.
Giulietta a sua volta veniva forzata dall’ignaro padre e dalla sua nutrice a sposare il conte Paride. Così ella mise in atto un piano con l’aiuto del suo confessore, il quale poco prima delle nozze le avrebbe dato una pozione da bere che simulasse la morte. Naturalmente Romeo sarebbe stato informato di questa messinscena, cosa di cui si sarebbe occupato Fra Lorenzo che gli avrebbe detto di recarsi alla tomba di Giulietta, e una volta risvegliatasi sarebbero potuti partire insieme per Mantova.
Ma Romeo non ricevette il messaggio perchè frate Lorenzo venne trattenuto, però gli giunse voce della morte di Giulietta. Egli si recò subito al sepolcro per vedere un’ultima volta l’amata, che immersa in un sonno profondo era ignara di ciò che stava per accadere. Romeo dopo averle dato un ultimo bacio bevve un potente veleno datogli da uno speziale.
Giulietta poco dopo, risvegliatasi dal sonno mortale vide Romeo giacere poco distante e resasi conto di ciò che era accaduto all’amato, senza esitare prese il suo pugnale e si colpì al cuore. Frate Lorenzo ormai troppo tardi si recò dai due giovani innamorati e li trovò entrambi privi di vita.
La storia vuole che Cangrande, saputo l’accaduto, decise di distruggere le due famiglie poichè nemmeno di fronte ad un simile dramma furono in grado di dimenticare i loro dissapori.

Il manoscritto “Giulietta (Historia nuovamente ritrovata di due nobili amanti)” del conte da Porto pubblicata nel 1530 circa e successivamente ristampata insieme alle Rime nel 1539, arrivò in fin di secolo nella mani di William Shakespeare il quale ne scrisse l’immortale tragedia.

 

 

È un bellissimo posto! Molto suggestivo. Conosco molto bene la zona anche se non ci sono più stata da molti anni, ma serbo dei piacevoli ricordi. Salire ai castelli dal paese a piedi è una bella passeggiata salutare.
Gira un aneddoto tra la popolazione del posto in cui si dice che i castelli fossero la residenza estiva dei Montecchi e dei Capuleti, ma non c’è alcun riscontro effettivo a quanto mi risulta.
La torre del castello di Romeo negli anni 70 ospitava una radio libera, tra le tante che nacquero e si diffusero proprio in quegli anni. Ma dopo qualche anno venne spostata perchè la zona richiedeva opere di ristrutturazione che ora sembra siano state fortunatamente fatte…. sarebbe stato un vero peccato perdere simili tesori.
Nel castello di Giulietta il ristorante godeva buona fama e la terrazza in effetti consente di spaziare con lo sguardo sulla pianura ed è un piacere per gli occhi

Leda

Quando ci sono stata un’estate di qualche anno fa, abbiamo fatto una specie di micro visita guidata…
Non sono stati presentati come residenze estive delle due famiglie, ma come loro penultima dimora prima di venire letteralmente “cancellati” da Cangrande al loro ritorno a Verona poichè non avevano ben amministrato la zona a causa dei loro dissapori… poi non si sa se sia del tutto vero o meno perchè proprio per ordine di Cangrande le due famiglie, esiliate e divise, sarebbero state fatte sparire da ogni documento…
Adesso che la torre del castello di Romeo è stata ristrutturata, si gode di una vista a 360° dell’intera zona di Montecchio e limitrofi a mio avviso anche migliore che dalla terrazza di Giulietta!

Victoria


«Chi sei tu che difeso dalla notte
entri nel mio chiuso pensiero?»

«Il pericolo è più nei tuoi occhi
che in venti delle loro spade:
se mi guardi con dolcezza,
sarò forte contro il loro odio»

William Shakespeare


Montecchio Medievale (la Faida)

Il 1º maggio per alcuni giorni si tiene un importante evento in cui i castelli sono grandi protagonisti in una rievocazione storica della vita del borgo medioevale quattrocentesco. Sulla sommità del colle nelle rocche scaligere prende vita una festa con personaggi dai tipici costumi medioevali, e lungo la via che unisce i due castelli un tipico mercato del tempo mostra le botteghe artigiane, le osterie e i venditori, con esibizioni di guardie armate, arcieri, giocolieri e mangiafuoco. Il tutto condito dal richiamo alla tragica vicenda letteraria di Giulietta e Romeo, che da molto tempo è legata all’immagine dei castelli di Montecchio.

Il 1º maggio di ogni anno infatti, l’intero comune si tuffa in un’atmosfera medievale per rivivere la storica disfida tra le casate dei Montecchi e dei Capuleti e per assaporare il gusto e i colori del tardo XV secolo.

Il culmine della rievocazione storica si raggiunge con l’elezione di Romeo e Giulietta, scelti tra “baldi giovani e gentili fanciulle” che si candidano a rivestire i panni dei due innamorati. I prescelti, votati dal pubblico presente, rappresentano per un anno la città di Montecchio Maggiore nei maggiori eventi in cui è richiesta una delegazione ufficiale del comune o a cui partecipa il Gruppo Storico Culturale Giulietta e Romeo, organizzatore della manifestazione.

Operaestate Festival Veneto

Il percorso di valorizzazione turistica dei castelli ha tra le sue manifestazioni più importanti la rassegna estiva, all’interno del Castello della Villa, di film, balletti e spettacoli teatrali inseriti nel programma di Operaestate Festival Veneto, che si svolge nei mesi di luglio e agosto.

 

Ricerca eseguita in collaborazione con Victoria