L’Aquila

C’è una prudenza superiore che di solito va sotto questo nome. L’una è la prudenza dell’aquila, l’altra della talpa.
La prima consiste nel seguire coraggiosamente il proprio carattere, accettando impassibili gli inconvenienti e le disgrazie che ne possono derivare.

Sébastien-Roch Nicolas de Chamfort (1741-1794)

L’Abruzzo, l’Aquila e il Merluzzo

Si racconta che un’Aquila reale sorvolasse le più alte vette del mondo senza trovare mai luogo adatto al suo nidificare, ma in un giorno luminoso i suoi occhi acuti furono incuriositi dalle ardite manovre di un Merluzzo che nuotava contro corrente in un mosso torrente.
L’Aquila era alquanto stanca del suo viandar senza trovar dimora, e decise che avrebbe planato a valle su quel prato per riposare il fiato, e per meglio osservare quel Merluzzo che nuotava controcorrente.
Non appena fu giunta a terra, l’Aquila si avvicinò al torrente e vide il Merluzzo affaticarsi inutilmente nel combattere la contraria corrente, e disse:
«Merluzzo ma tu nuoti contro corrente, hai forse perso il contatto con la mente?»
Il Merluzzo nell’ascoltar la voce, uscì per un attimo col capo dall’acqua e vide la nobile Aquila:
«Signora dei cieli, io sono un Merluzzo e nuoto contro corrente perché voglio giungere in un luogo fatato, dove il creato il suo cuore ha depositato, solo lì riposerò il mio fiato, e lascerò quel che di più prezioso ho, le mie uova.»
«E tu mio caro Merluzzo faresti tanti sacrifici, solo per depositare le tue uova? Ascoltami segui la corrente così come fa tanta gente, e lasciati trascinare dalla forza del suo andare, deposita anche tu le uova nell’immensità del mare!»
Il Merluzzo sorrise gentilmente alla signora dei cieli, e continuò a sfidare la forza della corrente contraria, ed accadde quello che erroneamente chiamiamo miracoli, ogni suo sforzo fu premiato dal suo continuo avanzare controcorrente.
L’Aquila decise che si sarebbe fermata ad osservare quello strano Merluzzo, e in breve tempo lo vide farsi sempre più vicino alla meta, e quando il Merluzzo ebbe risalito il torrente interamente, lo vide immergersi nelle chiare e cristalline acque di un laghetto di montagna.
L’Aquila era senza parole per l’emozione, quel posto dove era giunta nel seguire un Merluzzo l’aveva catturata nell’anima, e come se avesse bevuto un filtro magico se ne innamorò perdutamente.
«Merluzzo ma che posto è questo?»
Disse l’Aquila mentre i suoi occhi erano accesi da una luce intensa, che ne impreziosiva l’essenza.
«Signora dei cieli, non saprei dirti so che gli uomini chiamano codesto luogo Abruzzo, ma tu lo sai io sono solo un Merluzzo.»
E fu così che l’Aquila, nobile signora dei cieli trovò in quel luogo magico la sua dimora.

di Cleonice Parisi

AMICHE PER L’ABRUZZO

Un mega concerto, un’iniziativa benefica voluta e pienamente organizzata dalla popstar Laura Pausini, si è tenuto il 21 giugno 2009 allo Stadio Giuseppe Meazza di San Siro a Milano. Un concerto a cui sul palco dal primo pomeriggio fino a oltre mezzanotte  hanno partecipato di persona 43 artiste italiane e al quale hanno dato adesione, sotto varie forme, in totale 102 cantanti italiane.
Lo scopo dell’iniziativa è stato raccogliere fondi per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto de L’Aquila del 6 aprile 2009.

Per la prima volta nella storia della musica leggera italiana un numero così alto di artiste tutte donne si è esibito insieme.
Il concerto si sarebbe dovuto svolgere a L’Aquila, nel cuore delle terre colpite dal terremoto, ma per difficoltà sia organizzative che logistiche, in una città appena terremotata e non ancora ricostruita, la scelta si è spostata su Milano. Nello Stadio Giuseppe Meazza il palco è stato concesso in utilizzo gratuito, essendo già montato per l’esibizione tre giorni prima dei Depeche Mode, gruppo musicale britannico di rock elettronico.
Tutti gli artisti, i musicisti, lo staff tecnico e organizzativo e gli operai addetti al palco hanno contribuito operando in maniera totalmente gratuita, senza alcuna retribuzione.
Anche le società calcistiche Inter e Milan, beneficiarie dello stadio di San Siro, hanno sponsorizzato l’evento, a cui ha contribuito per la prima volta anche la SIAE, rinunciando a qualsiasi introito derivante dai diritti d’autore.

Trasmesso in diretta a reti unificate da 12 network radiofonici italiani per un bacino potenziale di 38 milioni di ascoltatori, e a livello mondiale via Internet tramite il web, all’evento “Amiche per l’Abruzzo” hanno assistito dal vivo 60.000 spettatori.


L’AQUILA, PER NON DIMENTICARE

Subject: L’AQUILA

Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
E io lo faccio. Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l’i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte.
E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.
Che a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo Stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un’appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri.
Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore.
E lei mi risponde, con la voce che le trema. “Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo”.

Loro non scrivono voi fate girare

 

ARTISTI UNITI PER L’ABRUZZO

Il  21 aprile 2009, quindici giorni dopo la scossa principale di una serie di eventi sismici che ebbero inizio nel dicembre 2008 e terminarono nel 2012, un supergruppo di cinquantasei artisti, fra i più popolari cantanti e musicisti della musica leggera e del rap italiani, si sono riuniti per incidere il singolo “Domani 21/04.2009”.
Il brano è una cover speciale della canzone scritta e cantata da Mauro Pagani intitolata “Domani”, che l’ex componente della PFM aveva pubblicato nel 2003 nell’album dal titolo omonimo.

Il brano è stato nuovamente inciso e pubblicato con il nuovo titolo nel 2009 per devolvere interamente i proventi della vendita del disco alla campagna Salviamo l’arte in Abruzzo. I promotori principali del progetto sono stati lo stesso Mauro Pagani, Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.

Tutti gli artisti  impegnati nel progetto si sono esibiti a titolo gratuito e grazie alla loro disponibilità, all’immediata adesione e al loro coinvolgimento emotivo, è stato possibile registrare il brano in un solo giorno, il 21 aprile 2009 appunto, a Milano nello studio Officine Meccaniche di Mauro Pagani.
È stato realizzato anche un videoclip da Ambrogio Lo Giudice, prodotto da Marco Salom con la Angelfilm.