GIOCHI SENZA FRONTIERE

È un programma estivo a carattere ludico che riuscì a inchiodare migliaia di italiani davanti alla TV, divertendo intere generazioni.

In particolar modo molte aspettative, peraltro mai deluse, le sapeva suscitare Popi Perani, ideatore italiano dei giochi fin dalla prima edizione del 1965, che seppe distinguersi per l’originalità, la fantasia e il senso dell’humor divertendo concorrenti, giudici di campo e non ultimi, gli spettatori fino al 1989. Gli successe Armando Nobili, già autore delle fantastiche scenografie e dei costumi della manifestazione fin dal 1977.

«Attention… trois, deux, un…»

Impossibile dimenticare il “dare il via” dei primi due giudici internazionali di gara svizzeri Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi, autorevoli ma pronti alla battuta, atteggiamento che ben si confaceva allo spirito goliardico della trasmissione condotta da Giulio Marchetti e Rosanna Vaudetti.

Le origini del programma sono alquanto singolari e trovano fondamento nella volontà dello Statista francese Charles De Gaulle di trovare un simbolo che esprimesse la nascente unità con il Mercato Comune Europeo.

Il Mercato Comune Europeo (MEC), precursore dell’Unione Europea, venne creato a Roma nel 1957; entrato in vigore l’anno successivo si riuscì a realizzarlo nel 1969 con la libera circolazione di merci, servizi, persone e capitali nell’area dei paesi coinvolti. Originariamente il progetto era a più ampio respiro, proponendo anche la costituzione di un esercito europeo e l’istituzione di un coordinamento sulla produzione degli armamenti. L’idea di una Comunità Europea di Difesa (CED) fu proposta e sostenuta dalla Francia con la collaborazione dell’Italia e prevedeva che fosse la NATO a coadiuvarne il comando, gestito da un Ministro europeo della Difesa.

Nacque così Jeux sans frontieres prendendo spunto dal programma Intervilles, nome con cui fu ribattezzata in Francia la trasmissione italiana Campanile sera.

La prima edizione di Giochi senza frontiere vede coinvolte quattro nazioni del Vecchio Continente (Belgio, Francia, Germania Ovest e Italia) in una sorta di Olimpiade del gioco, a carattere itinerante fino al 1995.
Ogni puntata viene ospitata a rotazione da ognuna delle diverse nazioni partecipanti, cosicché di puntata in puntata i Giochi, solitamente a tema, si svolgono sempre in scenari diversi.
Ogni nazione è rappresentata da una città, con una propria squadra composta da uomini e donne in pari numero, non professionisti, coadiuvati da un capitano e un allenatore esterni, che si cimenta in abilità e in difficoltà di vario genere, spesso esilaranti, ma mai di cattivo gusto.

Nel corso degli anni altre nazioni si resero disponibili a partecipare, anche esterne all’Europa. Si succedettero anche diversi presentatori, tra cui Ettore Andenna, storico conduttore per l’Italia, che debuttò nel 1976 con l’edizione invernale dei Giochi.
Giochi senza frontiere è stata una delle più longeve trasmissioni televisive, fu trasmessa ininterrottamente fino al 1982, riprendendo nel 1988 fino al 1999. Ebbe un successo che superò qualsiasi previsione e risultò travolgente in tutta Europa, tanto che alcuni Paesi mandarono in replica le registrazioni dei Giochi degli anni passati, e altre nazioni entrate nella Comunità Europea, hanno mostrato interesse a ripartire.

Non è mancato di farsi sentire il Fanclub che contribuisce attraverso Internet, a mantenere vivo il ricordo e l’interesse, lanciando anche una petizione affinchè i Giochi possano riprendere.
Nel 2006 l’UER comunicò l’intenzione di riprendere le trasmissioni dei Giochi ridestando l’interesse della comunità, ma non ne seguì più nulla.

L’Unione europea di radiodiffusione (UER) fu fondata nel 1950 da 23 radio-televisioni nazionali di Stati dell’Europa e del bacino del Mediterraneo durante la Conferenza di Torquay in Inghilterra. É un ente associativo di operatori pubblici e privati del settore della teleradiodiffusione su scala nazionale, nel suo genere è la più grande associazione al mondo di cui fa parte anche l’Italia attraverso la RAI.
L’Uer non è collegato all’Unione europea. Fa parte di esso, l’organismo di coordinamento denominato Eurovisione.


CAMPANILE SERA

È un gioco televisivo condotto da Mike Bongiorno negli anni Cinquanta che metteva a confronto due piazze italiane con giochi di vario genere. Una piazza era gestita da Enzo Tortora, l’altra da Renato Tagliani.
All’inizio di ogni puntata settimanale era previsto un filmato che descriveva il paesaggio e la realtà produttiva dei Comuni in gara, in questo modo il pubblico veniva a conoscenza della realtà dei piccoli paesi italiani, coinvolto in uno spirito di gioco di puro divertimento.

Nasce a sua volta da un programma radiofonico, Il Gonfalone, che dava risalto alle diverse entità geografiche italiane dotate di peculiarità linguistiche e culturali tutte da scoprire.